Un altro modo di (non) avere l’auto: in Italia il 30% di auto sono noleggiate

Noleggio auto per privati


Nel 2025 il noleggio auto in Italia raggiunge il 30,6% delle immatricolazioni nazionali. L’analisi di ANIASA e Dataforce fotografa un settore in crescita, mentre il mercato dell’auto nel complesso arretra. Ecco i numeri e le ragioni dietro questo successo


Sono quasi una su tre le auto nuove immatricolate in Italia nel 2025 destinate al noleggio. È questo il dato più significativo che emerge dall’analisi annuale realizzata da ANIASA, l’associazione che in Confindustria rappresenta la mobilità pay-per-use, insieme alla società di ricerca Dataforce. Nel periodo compreso tra gennaio e dicembre 2025, il noleggio ha infatti raggiunto una quota del 30,6% sul totale delle immatricolazioni nazionali, registrando una crescita del +10,73% rispetto all’anno precedente. Un risultato notevole se confrontato con l’andamento del settore automotive italiano, che nello stesso arco temporale ha segnato una flessione del -2,4%, ma coerente con la crescita di noleggio e car sharing registrata negli ultimi anni.

A trainare sono soprattutto le autovetture, con incrementi importanti sia nel noleggio a lungo termine sia nel breve termine. Le ragioni dipendono da diversi fattori, tra cui l’aumento dei costi di acquisto e gestione, le trasformazioni nelle abitudini familiari e lavorative, ma anche una crescente attenzione all’impatto ambientale. A questo si aggiunge la crisi generale del settore dell’auto in Europa, alle prese con una fase complessa, tra domanda debole e la transizione elettrica avviata, con l’UE impegnata a sostenere l’industria e a incentivare il rinnovo del parco circolante, anche attraverso ipotesi che coinvolgono flotte aziendali e veicoli a noleggio.


Noleggio auto in Italia: è il 30% delle immatricolazioni

Il report prende in considerazione l’intero anno 2025 e offre una fotografia dettagliata delle immatricolazioni nel comparto del noleggio, includendo sia autovetture sia veicoli commerciali leggeri. Nel complesso, tra gennaio e dicembre sono stati immatricolati 524.728 veicoli a noleggio, oltre 50.000 in più rispetto al 2024, con una crescita del +10,73%. A sostenere il risultato sono state in particolare le autovetture, che hanno raggiunto quota 453.892 immatricolazioni, in aumento del +13,3% su base annua.

Il segno positivo riguarda entrambe le formule contrattuali. Nel noleggio a lungo termine, le vetture crescono del +11,6%, mantenendo costante il ritmo registrato nei primi mesi dell’anno. Ancora più marcato l’incremento nel breve termine, che chiude con un +19,25%, in netto miglioramento rispetto al dato del primo semestre. Diverso il quadro per i veicoli commerciali leggeri, che si fermano a 70.836 unità, con un calo del -3,34%.

Il dato più rilevante resta però la quota di mercato: nel 2025 il noleggio rappresenta il 30,6% dell’intero immatricolato nazionale. Limitando l’analisi alle sole autovetture, la quota si attesta al 29,55%, mentre nel segmento dei mezzi da lavoro sale al 39,57%.


Noleggio a lungo o a breve termine? I numeri a confronto

Dietro il 30,6% di quota sul totale delle immatricolazioni c’è una composizione del mercato che resta fortemente orientata verso le aziende. Nel noleggio a lungo termine, la quota dei clienti privati – dopo aver toccato nel 2023 il 14,4% a seguito di un progressivo calo iniziato nel 2022 – ha invertito la tendenza nel 2024, risalendo al 16,7%. Nel 2025 il dato cresce ulteriormente, raggiungendo il 20,9% e tornando ad avvicinarsi ai livelli del 2021. Nonostante questa ripresa, quasi l’80% dei contratti resta appannaggio delle aziende, che continuano a rappresentare l’ossatura del comparto. Nel complesso, nel 2025 il noleggio a lungo termine ha immatricolato circa 410.000 veicoli (+9,4%), mentre il breve termine ha superato le 115.000 unità (+15,7%).

Nel breve termine emerge inoltre una forte frammentazione del mercato. Tra le autovetture, oltre un quarto delle immatricolazioni è riconducibile a piccoli operatori locali, concessionarie e case auto; nel segmento dei commerciali leggeri questa quota supera il 43%. Va però considerato che una parte significativa di queste targhe – quasi il 30% secondo l’analisi – è destinata all’esportazione verso altri Paesi europei, riducendo la dimensione effettiva del mercato domestico.

Il lungo termine si dimostra più compatto, con i primi quattro operatori – Arval, Leasys, Ayvens e Volkswagen Leasing – che detengono complessivamente oltre il 77% del mercato. Nei veicoli commerciali leggeri è Leasys a guidare la classifica, con una quota superiore al 35%, davanti ad Arval e Ayvens.


Differenze tra noleggio a lungo, a breve termine e leasing

Il lungo termine prevede in genere contratti di tre o quattro anni, con un canone mensile che include servizi come manutenzione, assicurazione e assistenza. È una formula utilizzata soprattutto da aziende e professionisti, ma sempre più diffusa anche tra i privati. Il breve termine, invece, ha una durata più limitata, che può andare da pochi giorni a qualche mese, ed è spesso legato a turismo (quando si noleggia un’auto in vacanza), trasferte di lavoro, sostituzione dell’auto o altre esigenze temporanee.

Ancora diverso è il caso del leasing, che resta una formula di finanziamento finalizzata all’acquisto. Al termine del contratto l’utilizzatore può riscattare il veicolo diventandone proprietario, mentre noleggiandola l’auto viene restituita e rimane di proprietà della società locatrice.


Alimentazioni preferite: benzina in testa

Quando si parla di noleggio a lungo termine delle autovetture, nel 2025 la motorizzazione più diffusa è la benzina (incluse mild hybrid), con una quota del 41% sull’intero anno. Nel quarto trimestre, però, la sua incidenza scende al 34,4%, in calo di oltre quattro punti e mezzo rispetto allo stesso periodo del 2024.

A perdere terreno è soprattutto il diesel, anche a causa delle restrizioni ambientali: -19,9% (mild hybrid comprese), con una quota scesa sotto il 28% e volumi inferiori alle 100.000 unità. Le auto ibride “vere” (full e plug-in) raggiungono insieme il 22,6% del mercato, sfiorando il 28% nel quarto trimestre. Le full hybrid crescono in linea con il mercato (+11,6%), mentre le plug-in hybrid segnano un balzo del +97,8%, arrivando al 12,9% di quota (9,7% per le full hybrid).

Le auto elettriche (BEV) aumentano del +39,4% sull’intero anno (+15,9% nel quarto trimestre) e raggiungono una quota attorno al 7% nel lungo termine, superiore al 5% dell’intero mercato nazionale. In termini assoluti, delle circa 95.000 auto elettriche immatricolate in Italia nel 2025, poco più di 28.000 provengono dal noleggio, pari al 29% del totale, una percentuale leggermente inferiore alla quota complessiva del rent sul mercato (30,6%). Le auto a gas crescono del +113,5%, ma restano marginali, con poco più dell’1,5% di quota.

Nei veicoli commerciali leggeri a lungo termine il diesel mantiene oltre l’82% del mercato, pur perdendo circa sette punti rispetto al 2024. Gli ibridi valgono poco più del 2% (circa 1.500 unità complessive), mentre gli elettrici raggiungono 3.472 immatricolazioni (+86,7%), con una quota del 5,6%.

Nel noleggio a breve termine delle autovetture, la benzina rappresenta il 58,2% dell’intero anno (sotto il 44% nel quarto trimestre), il diesel il 14,7%, le full hybrid l’11,9% e le plug-in hybrid il 9,4%. Le PHEV mostrano una crescita molto sostenuta e nel quarto trimestre superano le full hybrid. Le immatricolazioni diesel calano del -39,2%, mentre quelle a benzina crescono del +12,3%.

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