Spostarsi verso una mobilità totalmente autonoma sistemi di sicurezza di ultima generazione e soprattutto occhi elettronici sempre più sofisticati. Il problema delle soluzioni attuali è legato ai limiti fisici, che rendono queste tecnologie piuttosto ingombranti.
Molti dei sistemi in uso si affidano ancora a specchi rotanti o componenti meccaniche in movimento per indirizzare i raggi laser e mappare l’ambiente circostante. Da un lato abbiamo quindi costi elevati, e dall’altro anche una certa fragilità della componentistica. La risposta a questo problema arriva dai laboratori del MIT, dove i ricercatori hanno messo a punto un design basato sulla fotonica del silicio che promette di rendere i sensori più piccoli, resistenti e, soprattutto, molto più efficaci nel vedere cosa succede ai lati della strada.
Il team di ingegneri ha lavorato su un chip che integra un array di antenne ottiche capace di gestire la luce in modo inedito. Uno dei difetti storici dei lidar su chip era infatti l’angolo di visione limitato, poiché quando si cercava di scansionare aree più ampie, le interferenze tra le varie antenne, un fenomeno chiamato crosstalk, sporcavano il segnale riducendo la precisione dei dati.
Si è così ridisegnata l’architettura di queste antenne per sopprimere i disturbi, permettendo al sistema di guardare verso la periferia del campo visivo senza sacrificare la chiarezza dell’immagine 3D ottenuta. La fotonica del silicio, che sfrutta la luce anziché i segnali elettrici per processare le informazioni, ha poi permesso di miniaturizzare l’intero hardware ottico portandolo su un semplice semiconduttore.
La buona notizie è che questi sensori possono essere integrati facilmente nelle automobili, ma anche nei droni, nei macchinari industriali e negli strumenti per il monitoraggio dei cantieri, dove la polvere e le vibrazioni mettono a dura prova i dispositivi tradizionali. Ma l’aspetto più interessante è che grazie a questo progresso, la capacità di sterzare il raggio laser elettronicamente e in modo istantaneo diventa finalmente utilizzabile su larga scala. Il risultato è una navigazione più sicura e fluida, che potrebbe portare a una produzione di massa di sensori lidar di dimensioni minimali, ma comunque in grado di garantire prestazioni superiori rispetto ai modelli attuali.
5/26, HD motori
