Le “batterie su ruote” possono far risparmiare all’Italia fino a 36 miliardi

batterie su ruote


Le auto elettriche non sono soltanto un mezzo di trasporto: sono di fatto batterie su ruote. Così concepite, potrebbero diventare una componente fondamentale della rete elettrica italiana. Secondo un nuovo studio commissionato da Transport & Environment e realizzato da Fraunhofer ISI, la tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G) consentirebbe infatti di sfruttare le batterie dei veicoli come sistemi di accumulo diffusi, evitando investimenti fino a 36 miliardi di euro in batterie stazionarie. Un potenziale che rischia però di ridursi se l’Unione europea dovesse allentare gli attuali limiti sulle emissioni di CO₂ delle auto.


Le batterie delle auto come riserva per la rete

Il principio del Vehicle-to-Grid (V2G) è semplice: durante le ore di massima produzione da fotovoltaico ed eolico, le auto elettriche si ricaricano, mentre nei momenti di picco della domanda possono restituire energia alla rete grazie alla ricarica bidirezionale.



Secondo lo studio, questa enorme rete di “batterie su ruote” potrebbe ridurre il fabbisogno italiano di sistemi di accumulo fino a 72 GW, traducendosi in un risparmio di investimenti che arriva a 36 miliardi di euro.

Il calcolo è basato sulle seguente premesse. I principali progetti di storage stazionario su scala industriale (BESS) sono dimensionati per erogare energia nella rete per circa 4 ore al giorno (ad esempio per coprire i picchi serali). Il rapporto standard è quindi 1 MW di capacità per 4 MWh di accumulo. Secondo le stime di Ember, il costo totale di un impianto BESS è di circa 125 dollari/kWh. Di conseguenza, 1 GW di capacità corrisponde a 4 GWh di storage, per un costo di circa 500 milioni di euro.

Applicando questo calcolo ai 72 GW di accumuli stazionari potenzialmente sostituibili in Italia, si ottiene una cifra di circa 36 miliardi di euro di investimenti in BESS che le auto elettriche – funzionando come storage distribuito – potrebbero rendere non necessari, a condizione che l’UE mantenga gli attuali target sulla riduzione delle emissioni di CO2 delle nuove auto.

Una prospettiva particolarmente interessante per un Paese come l’Italia, che punta ad aumentare rapidamente la quota di rinnovabili ma deve ancora risolvere il problema dell’accumulo e della flessibilità della rete.

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