
La guida autonoma in Europa non è più soltanto una promessa tecnologica, ma non è nemmeno pronta a trasformare rapidamente le automobili private in mezzi capaci di viaggiare senza conducente. Il settore si trova in una fase intermedia: i sistemi di assistenza diventano sempre più sofisticati, alcuni modelli possono assumere temporaneamente il controllo della vettura e le istituzioni stanno finalmente costruendo regole condivise.
L’accordo sottoscritto da 18 Paesi europei, Italia compresa, deve essere letto esattamente in questa prospettiva. Non rappresenta il via libera alla circolazione delle auto completamente autonome, ma prova a superare una delle debolezze più evidenti dell’Europa: la frammentazione delle normative nazionali.
L’iniziativa sostiene la creazione di aree di sperimentazione transfrontaliere, procedure coordinate per le autorizzazioni e principi comuni per l’impiego dei veicoli automatizzati. I primi campi di applicazione potrebbero riguardare soprattutto trasporto pubblico, merci e logistica.
Il vero ostacolo non è soltanto la tecnologia
Le automobili moderne dispongono già di telecamere, radar, sensori, sistemi di mantenimento della corsia, regolazione automatica della distanza e frenata d’emergenza. Questo, però, non significa che siano realmente autonome.
La classificazione elaborata dalla SAE distingue sei livelli, dallo zero al cinque. Nei Livelli 0, 1 e 2 il conducente resta responsabile della guida e deve controllare costantemente la strada. Il sistema può intervenire sullo sterzo, sulla velocità o su entrambe le funzioni, ma non sostituisce la persona seduta al volante.
Il salto avviene con il Livello 3. In determinate condizioni, il veicolo assume la guida e permette al conducente di distogliere temporaneamente l’attenzione dalla strada. La persona deve però essere pronta a riprendere il controllo quando l’automobile lo richiede.
Il Livello 4 consente invece al mezzo di gestire autonomamente il viaggio all’interno di un’area o di uno scenario prestabilito. Soltanto il Livello 5 descrive un veicolo capace di muoversi sempre e ovunque senza intervento umano.
Confondere questi livelli alimenta aspettative poco realistiche. Molti sistemi pubblicizzati come evoluzioni della guida autonoma appartengono ancora al Livello 2 e richiedono una sorveglianza continua. Togliere le mani dal volante non equivale necessariamente a poter smettere di guidare.
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7/26, auto.it
