
La Commissione Europea torna a parlare di automotive sostenibile, e lo fa con una nuova proposta di legge: si vuole rendere la ricarica bidirezionale obbligatoria su tutte le nuove auto elettriche e i veicoli commerciali leggeri a partire dalla fine del 2027.
La Commissione Europea torna a parlare di automotive sostenibile, e lo fa con una nuova proposta di legge: si vuole rendere la ricarica bidirezionale obbligatoria su tutte le nuove auto elettriche e i veicoli commerciali leggeri a partire dalla fine del 2027.
Cos’è la ricarica bidirezionale?
Cerchiamo ora di capire se è una funzione effettivamente essenziale e se la proposta possa davvero avere un senso, anche se già stiamo pensando ad almeno un effetto collaterale che non piacerà a nessuno. La ricarica bidirezionale è effettivamente qualcosa di futuristico ed estremamente intelligente, soprattutto se pensiamo al fabbisogno di energia che abbiamo in UE e ai prezzi. In pratica, con le tecnologie V2G e V2H la batteria dell’auto diventa una batteria d’accumulo per la nostra casa. La batteria può immagazzinare energia negli orari in cui l’energia costa poco, o di notte oppure durante il giorno se c’è abbondanza di rinnovabili, per poi rilasciarla all’abitazione “a costo zero” quando invece i prezzi sono più alti (questo è il V2H). Con il V2G, invece, la batteria dell’auto può aiutare la rete centrale a stabilizzarsi: se c’è bisogno di energia, la vettura può cedere la propria per aiutare la rete.
Auto elettriche più costose
Sulla carta è tutto molto avveniristico, esistono tuttavia dei nodi da scogliere. Il primo, secondo noi più spinoso: V2H e V2G aumentano i cicli di carica e scarica della batteria, che potrebbe degradarsi prima del tempo. A questo, però, penserebbero eventuali software BMS, possiamo supporre… Inoltre per funzionare adeguatamente, V2G e V2H richiedono che l’auto sia spesso connessa alla rete domestica, non tutti però possono mantenere l’auto collegata giorno e notte, è un mezzo di trasporto che serve a portarci in giro… Arriviamo così a un altro punto: questa tecnologia ha un costo, dunque immaginiamo che dotare auto di Segmento A, B e C con queste funzioni possa far lievitare i prezzi di acquisto: gli aumenti potrebbero andare da 500 a 4.000 euro, in base al caricatore.
Probabilmente il V2G dovrebbe rimanere un optional
Anche se per V2G e V2H non c’è bisogno che si abbiano i pannelli solari, è comunque necessario un collegamento diretto alla casa – e non tutti gli utenti elettrici italiani hanno il collegamento domestico. Insomma: la proposta UE rischia di essere controproducente. Si obbligherà i costruttori ad aggiungere una tecnologia costosa su tutte le BEV (anche le più economiche) che solo una piccola percentuale di utenti userebbe in modo costante ed efficace (con il V2G della Renault 5 si possono guadagnare 1.000 euro l’anno). Vedremo se diventerà una legge effettiva oppure no…
8/26, everyeye.it (da: Hibridos y Electricos)
