F1 – Imola: dal passato glorioso alla resa al futuro

All’Enzo e Dino Ferrari ci sarà il primo test per monoposto a guida autonoma nel nostro Paese


F1 Europa

Il tracciato di Imola – Crediti foto: Promo Racing


Il 5 settembre l’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola ospiterà una competizione del tutto inedita rispetto alla sua lunga tradizione. Cinque monoposto scenderanno in pista senza alcun pilota a bordo, mentre software e algoritmi prenderanno ogni decisione su frenate, accelerazioni, traiettorie e sorpassi. 

Si tratta della prima tappa internazionale fuori dagli Emirati Arabi Uniti della Abu Dhabi Autonomous Racing League, un evento futuristico accessibile gratuitamente su prenotazione. Le vetture derivano tutte dalla stessa base tecnica, la Dallara Super Formula SF23.


F1 Qatar Abu Dhabi
Il circuito di Yas Marina ad Abu Dhabi


Decide tutto l’algoritmo 

Il motore turbo da due litri eroga circa 550 cavalli, mentre il sistema di guida autonoma si affida a un complesso di telecamere, radar e strumenti satellitari di alta precisione. La vera sfida si svolge all’interno del codice informatico. Ogni monoposto deve costruire in tempo reale una rappresentazione completa di ciò che la circonda, determinare la propria posizione, riconoscere le altre macchine, valutare velocità e distanze, scegliere la traiettoria migliore e trasformare ciascuna scelta in comandi precisi per sterzo, acceleratore e freni. 

Tutto questo avviene a velocità superiori ai 250km/h, dove anche un ritardo minimo o una valutazione errata possono generare conseguenze concrete. Ad Imola parteciperanno cinque squadre: PoliMOVE del Politecnico di Milano, Unimore Racing dell’Università di Modena e Reggio Emilia, la tedesca TUM, la svizzera Constructor e la rappresentativa emiratina Kinetiz.

Poiché le vetture sono tecnicamente identiche, il confronto si sposta interamente sulla capacità di sviluppare il migliore “pilota virtuale”. Il circuito sulle rive del Santerno, con i suoi dislivelli, le curve tecniche e le limitate opportunità di sorpasso, costringerà gli algoritmi a gestire situazioni dinamiche in cui non basta seguire una traiettoria prestabilita. Bisogna decidere quando attaccare, quando difendersi e soprattutto quando rinunciare a una manovra rischiosa. 

I progressi di questa tecnologia risultano già misurabili: nella finale del 2025 a Yas Marina una monoposto autonoma del team TUM ha chiuso a soli 1,58 secondi dal miglior giro dell’ex pilota di F1 Daniil Kvyat, con tempi di 59,15 contro 57,57 secondi. Solo un anno prima il divario era di circa 10 secondi.


F1 Imola
Daniil Kvyaat al volante di una monoposto a guida autonoma – Crediti foto: A2RL


Il futuro è adesso 

Questo risultato non implica che l’intelligenza artificiale abbia raggiunto in ogni condizione il livello di un pilota umano, ma dimostra quanto rapidamente stiano migliorando sistemi e strategie. La competizione nasce come laboratorio tecnologico. Prima di scendere in pista i team possono testare i propri algoritmi attraverso migliaia di ore di simulazione, ricreando sorpassi, situazioni critiche e potenziali incidenti. Solo in seguito arriva la verifica reale. 

La tappa di Imola del 5 settembre assume quindi un significato particolare: un luogo simbolo del motorsport tradizionale diventa banco di prova di una tecnologia destinata, nelle intenzioni di chi la sviluppa, a trasformare la mobilità quotidiana. Le condizioni di una pista restano naturalmente più controllate di quelle di una strada aperta al traffico, ma il principio resta lo stesso: raccogliere informazioni, interpretarle e prendere decisioni senza alcun intervento umano.


8/26, FORMULA CRITICA

https://www.formulacritica.it/news/252068662790/f1-imola-dal-passato-glorioso-alla-resa-del-futuro