Auto elettriche Opel 2026: gamma e storia fino a Mokka GSE e nuova Corsa GSE

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Auto elettriche Opel: quasi 60 anni di innovazione, dalla Kadett Stir-Lec alle nuove Mokka GSE e Corsa GSE


Auto elettriche Opel 2026: dalla pionieristica Kadett Stir-Lec I del 1968 alle nuove Opel Mokka GSE e Corsa GSE, la storia della mobilità elettrica Opel racconta quasi sei decenni di ricerca, sperimentazione e innovazione. Un percorso che oggi arriva a 281 CV e alle prestazioni delle nuove sportive elettriche del marchio.


La mobilità elettrica non è una novità per Opel. Mentre l’industria automobilistica sta vivendo una delle trasformazioni più profonde della propria storia, il marchio di Rüsselsheim può guardare indietro a quasi sessant’anni di ricerca e sviluppo nel campo della propulsione elettrica.


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Un percorso iniziato molto prima che l’auto elettrica diventasse uno dei temi centrali dell’industria automobilistica e proseguito attraverso prototipi, programmi sperimentali, vetture elettriche di serie e attività nel motorsport.

Oggi quella storia si traduce nelle nuove Opel Mokka GSE e Opel Corsa GSE, due modelli completamente elettrici che portano sulle strade prestazioni da vera sportiva: 207 kW, pari a 281 CV, e 345 Nm di coppia. La Mokka GSE raggiunge i 100 km/h da fermo in 5,9 secondi, mentre la nuova Corsa GSE scende a 5,5 secondi, diventando la Opel di produzione con l’accelerazione più rapida.
Il risultato è una combinazione significativa: da una parte l’esperienza accumulata da Opel nella mobilità a zero emissioni locali, dall’altra la volontà di dimostrare che un’auto elettrica può essere anche sportiva, emozionante e divertente da guidare.


Opel e auto elettriche: una storia iniziata nel 1968

Per comprendere la strategia elettrica di Opel bisogna tornare indietro di quasi sessant’anni.

Nel 1968, infatti, il costruttore tedesco presentò la Opel Kadett Stir-Lec I, un progetto particolarmente avanzato per l’epoca perché introduceva un concetto che molti anni più tardi sarebbe tornato protagonista con l’Opel Ampera: quello del range extender.

La Kadett Stir-Lec I utilizzava 14 batterie al piombo. A mantenere costantemente cariche le batterie provvedeva un motore a combustione Stirling installato nella parte posteriore della vettura.

L’obiettivo era affrontare uno dei principali limiti delle prime auto elettriche: l’autonomia. L’idea di utilizzare un motore termico non per muovere direttamente le ruote, ma per produrre energia elettrica, anticipava una soluzione tecnica che sarebbe arrivata alla produzione di serie molti anni dopo.


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Opel Elektro GT: sei record mondiali nel 1971

Tre anni dopo la Stir-Lec I, Opel portò ulteriormente avanti la propria ricerca sulla propulsione elettrica.

Nel 1971, Georg von Opel, nipote del fondatore Adam Opel, si mise al volante della Opel Elektro GT, una vettura sperimentale progettata per dimostrare le potenzialità della propulsione elettrica.

La Elektro GT era equipaggiata con due motori elettrici accoppiati capaci di sviluppare complessivamente 88 kW, pari a 120 CV. L’energia arrivava da un pesante pacco batterie al nichel-cadmio da circa 590 chilogrammi.

Il risultato fu particolarmente significativo: la Elektro GT stabilì sei record mondiali per veicoli elettrici, dimostrando che l’elettrico poteva essere utilizzato anche per raggiungere prestazioni di rilievo.

Un passaggio importante nella storia della mobilità elettrica Opel, perché l’azienda iniziava a lavorare non soltanto sull’efficienza, ma anche sulle prestazioni.

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