Motus-E lancia l’idea del supervisore remoto in Italia

Motus-E chiede al MIT di consentire un controllore remoto per i veicoli autonomi, senza imporlo sempre a bordo


Motus-E lancia l'idea del supervisore remoto in Italia


Un controllore remoto per sorvegliare i veicoli a guida autonoma, al posto dell’obbligo di averlo sempre a bordo. È la modifica che Motus-E ha proposto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella consultazione sull’aggiornamento del Codice della Strada. L’associazione ha reso pubbliche le proprie richieste l’8 ottobre 2026: il vincolo della presenza a bordo è previsto dalla bozza, nella ricostruzione fornita da Motus-E.

L’associazione sostiene che questa prescrizione rischi di ostacolare lo sviluppo della tecnologia in Italia e chiede di consentire il monitoraggio a distanza. A sostegno della proposta richiama le esperienze europee con robotaxi, autobus e navette autonome. Motus-E cita queste esperienze come riferimento per la modifica richiesta, senza dettagliare i singoli casi europei nel materiale disponibile.

La sperimentazione sulle strade pubbliche italiane ha già un quadro normativo. Il decreto Smart Road del 2018 disciplina i test delle soluzioni per la guida connessa e automatica. Per avviare le prove, il MIT richiede una specifica autorizzazione ministeriale: la proposta presentata nella consultazione si inserisce dunque in un settore nel quale l’accesso alla sperimentazione è già regolato da una procedura dedicata.


Motus-E chiede che la supervisione possa avvenire anche da remoto.

La documentazione del MIT richiede inoltre il nulla osta preventivo dell’ente che gestisce la tratta interessata dai test. Il ministero pubblica i moduli per la domanda e per l’indicazione dei conducenti e delle strade coinvolte nella sperimentazione. La procedura richiede quindi di individuare i percorsi delle prove e fornire le informazioni sui conducenti, oltre a ottenere il consenso del gestore.

Un precedente concreto riguarda la A26. Nel 2024 Autostrade per l’Italia ha annunciato test con il Politecnico di Milano su un tratto autostradale aperto al traffico, ricordando le prove già svolte sulla A26. Quelle sperimentazioni avevano incluso percorsi di 20 e 30 chilometri; il secondo comprendeva anche la galleria Valsesia.

Sui possibili sviluppi dei servizi, una ricerca del 2026 dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano stima fino a 6,1 miliardi di euro di benefici sociali complessivi in Italia entro il 2050 nello scenario di diffusione di robotaxi e robosharing. Si tratta di proiezioni condizionate, non di risultati già ottenuti. Nello stesso comunicato, una rilevazione condotta con Ipsos Doxa indica che il 54% degli italiani vorrebbe usare un’auto a guida autonoma, soprattutto per tragitti ripetitivi e spostamenti urbani nel traffico.

Il pacchetto di Motus-E comprende anche autorizzazioni, infrastrutture di ricarica ed elettrificazione del trasporto merci, senza dettagli sufficienti per descrivere le singole modifiche. La supervisione remota resta una richiesta dell’associazione: la sua approvazione non è documentata, così come non risulta un’autorizzazione generalizzata alla circolazione senza controllore a bordo.



10/26, tom’s HARDWARE / Motorlabs

https://www.tomshw.it/automotive/motus-e-propone-il-controllore-remoto-per-la-guida-autonoma