Leggeri ritocchi alle multe e sì alla guida autonoma. Cosa cambia davvero nel Codice della Strada

Le novelle al Codice della Strada ampliano i limiti di età nella consapevolezza che la popolazione sta invecchiando e digitalizzano i documenti permettendoci di dimenticare a casa le versioni cartacee. Il nuovo maquillage alle regole per la circolazione

La novità più grande del Codice della Strada riguarda il fatto che dopo Repubblica Ceca, Slovenia, Estonia, Lituania, Danimarca, Belgio e Olanda anche l’Italia inizia ad ammettere sulle proprie strade la guida autonoma, o meglio, apre a quei sistemi di assistenza automatizzata tali per i quali “il veicolo” non “debba” più “necessariamente essere condotto da un conducente”. Una novità che farà piacere soprattutto Elon Musk che preme (per usare le parole di Reuters) affinché sempre più Paesi accolgano il suo Full Self-Driving, rinominato all’improvviso (e solo qua in Europa) Assisted Driving così da scongiurare il moltiplicarsi dei problemi che il vecchio nome aveva già causato negli Usa.


L’APERTURA ITALIANA ALLA GUIDA AUTONOMA

Tornando al Consiglio dei Ministri di ieri sera, nel testo rilasciato ai media si legge che il nuovo Codice della Strada prevederà “una disciplina della guida automatizzata, con la figura del controllore in grado di assumere prontamente la guida in caso di emergenza, e l’istituzione di un Osservatorio sui presupposti per la circolazione dei veicoli a guida totalmente automatizzata”. Si tratta insomma di quel pacchetto normativo atteso anche da chi vorrebbe avviare imprenditorialmente i test dei cosiddetti “robotaxi”.

Tutto da vedere se e come tale approdo, già realtà negli Usa e in Cina come pure in alcuni sparuti Paesi europei, destinato ad aumentare la concorrenza nel comparto si verificherà davvero considerata la strenua e storica resistenza della categoria all’ampliamento del numero delle licenze e all’insofferenza verso il segmento Ncc.

LA DIGITALIZZAZIONE DEI DOCUMENTI

Restando sulle novità “hi-tech” della novella, l’altra è indubbiamente rappresentata dalla digitalizzazione dei documenti che si devono esibire su richiesta ai controlli. Quindi non solo più la patente contenuta da tempo nell’App Io ma anche di circolazione. Viene insomma superato l’obbligo di portare con sé i documenti cartacei.

INNALZAMENTO LIMITI DI ETÀ

In un Paese che, certifica l’Istat, diventa sempre più vecchio, occorre pure intervenire sui limiti d’età. Nei mesi scorsi si era parlato di possibili interventi restrittivi, soprattutto considerati i casi sempre più frequenti di sinistri causati da ottuagenari al volante. La misura però sarebbe risultata impopolare, tanto più sotto elezioni.

E infatti tra le novelle registriamo solo interventi volti a mitigare i pregressi limiti anagrafici: tra cui l’innalzamento da 50 a 65 anni del limite di età fino al quale è previsto il rinnovo decennale delle patenti del gruppo 1, compresi motocicli e autoveicoli ma soprattutto il limite anagrafico per il trasporto professionale con tutte le patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE) viene innalzato da 68 a 70 anni, con l’obbligo di verifica biennale.

L’ARROTONDAMENTO A RIBASSO DELLE MULTE

Benché esaltata a più riprese dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, la novella che rivede a ribasso la portata delle sanzioni stradali ha portata oggettivamente irrisoria: i minimi edittali più comuni di 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre le sanzioni di 83 e 87 euro vengono ridotte a 80 euro.

MULTE MODULARI A SECONDA DELLO SFORAMENTO DEI LIMITI

Vengono poi introdotte multe modulari per risultare proporzionate alla “gravità” della violazione: per l’autostrada si tratta di dieci euro per ogni chilometro orario oltre il limite (un superamento di 11 chilometri comporta 110 euro di sanzione, uno di 60 ne comporta 600). Nei contesti urbani con limiti di 50 o 30 chilometri orari il calcolo parte da cinque euro (con un limite di 50, 55 euro per chi procede a 61 e 200 per chi viaggia a 90).

DIMEZZATI I TERMINI PER LE NOTIFICHE

Con il nuovo testo, i Comuni avranno 45 giorni, anziché 90, per notificare il verbale quando l’accertamento avviene da remoto e senza contestazione immediata.

OBBLIGO DI RC AUTO

Quanto all’RC Auto, “chi circola senza assicurazione” andrà incontro al “divieto di circolazione a tempo indeterminato”, si legge in una nota del Mit. Viene inoltre introdotto l’obbligo di assicurazione “secondo le regole italiane per i veicoli stranieri che circolano in Italia per più di 30 giorni ed è prevista la riscossione coattiva delle somme non pagate dagli utenti stranieri”.

A proposito degli stranieri, tutto da vedere come in concreto sarà attuata la  possibilità di recuperare, entro cinque anni, le sanzioni non pagate dai conducenti che non risiedono nel nostro Paese.

ONERI PER RIDER E STARTUP DELLO SHARING

Le novelle al Codice della strada tornano a colpire i monopattini elettrici, dopo aver reso difficile il business alle startup dello sharing sarà anche introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni. Divieto di manovre improvvise e a zig-zag e l’obbligo di documentare con una fotografia, al termine di ogni noleggio, il corretto posizionamento del mezzo.

Per le bici utilizzate dai rider a pedalata assistita scatterà l’obbligo di casco e contrassegno.

NUOVE REGOLE PER I PEDONI

Infine, il nuovo testo predisposto dall’esecutivo interviene anche sulla sicurezza dei pedoni, con l’obbligo di cautela negli attraversamenti e di rendersi visibili, di notte, sulle strade extraurbane prive di illuminazione. Pare proprio che bisognerà dotarsi del medesimo gilet catarifrangente che occorre avere in auto laddove si abbia in programma di avventurarsi a piedi in zone buie in cui circolano autovetture.


10/26, START MAGAZINE

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