La ricarica bidirezionale può migliorare l’utilizzo dell’energia fotovoltaica nelle comunità energetiche e offrire nuovi servizi di flessibilità alla rete. I risultati di uno studio italiano e le condizioni per sviluppare questa tecnologia nell’ambito di un progetto condotto da Eurac Research

Oltre a ricaricare l’auto si può anche utilizzare la sua batteria per restituire energia quando serve. È il noto principio del Vehicle-to-Grid (V2G), la tecnologia che integra mobilità elettrica e sistema energetico.
Quando un veicolo elettrico è collegato a un’infrastruttura bidirezionale, può assorbire energia dalla rete, ma anche reimmetterla, fungendo da “batteria mobile”. Questa possibilità è interessante in un sistema elettrico con una presenza crescente di fonti rinnovabili, nel quale produzione e consumi non sempre coincidono nel tempo.
Il V2G richiede veicoli e infrastrutture compatibili, sistemi di comunicazione e controllo e una gestione che garantisca le esigenze di mobilità dell’utente.
A questi aspetti si aggiungono la necessità di modelli di business sostenibili e di un quadro regolatorio che valorizzi la flessibilità offerta, prevedendone una remunerazione adeguata che tenga conto anche dei costi legati alla degradazione delle batterie.
L’iter normativo italiano volto a supportare l’integrazione tra mobilità elettrica e sistema energetico ha avuto inizio con il Decreto ministeriale del 30 gennaio 2020 che ha definito criteri e modalità per favorire l’integrazione tra veicoli elettrici e rete, prevedendo anche la possibilità di aggregare più infrastrutture di ricarica affinché possano offrire in modo coordinato servizi di flessibilità al sistema elettrico.
Successivamente, il TIDE (Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico), entrato in vigore il 1° gennaio 2025, ha introdotto un quadro più favorevole alla partecipazione delle risorse distribuite e aggregate ai servizi di dispacciamento.
Parallelamente si è evoluta anche l’infrastruttura di ricarica. Il D. Lgs. 48/2020 ha introdotto, per alcune costruzioni nuove e ristrutturazioni importanti, requisiti per l’installazione dei punti di ricarica e per la predisposizione delle infrastrutture necessarie alla loro futura installazione.
Inoltre, dal 1° gennaio 2027, per i nuovi punti di ricarica privati di potenza standard sarà necessario soddisfare i requisiti previsti nell’Allegato X della CEI 0-21, con l’introduzione di un Controllore di Infrastruttura di Ricarica (CIR), in grado di modulare la potenza assorbita in funzione delle condizioni dell’impianto e della rete.
Dentro questo quadro normativo e tecnologico si colloca V2G-BOOST, un progetto finanziato sotto il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) della Provinacia autonoma di Bolzano che ha coinvolto Eurac Research, Alpitronic, Neogy e Leitner Energy.
Il progetto analizza la ricarica bidirezionale, sviluppa sistemi per la gestione dei flussi energetici e valuta modelli di business, nonché l’impatto economico e ambientale.
L’obiettivo è individuare le condizioni necessarie affinché il V2G possa evolvere da soluzione sperimentale a risorsa per il sistema energetico, in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità a livello locale e globale.
Un ambito specifico analizzato all’interno del progetto è quello delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), nelle quali produzione fotovoltaica, consumi e mobilità elettrica possono non solo coesistere, ma anche avere una funzione complementare per il sistema energetico e per gli utenti.
A partire da un modello sviluppato per la pianificazione delle CER, uno studio (Advancing renewable energy community planning through integrated sector-coupling and economies of scale – link in basso) condotto nell’ambito del progetto e presentato in occasione della 118a edizione della Conferenza annuale dell’AEIT, tenutasi a Roma dall’8 al 10 settembre 2026, ha analizzato una comunità energetica italiana ipotetica.
Negli scenari considerati l’introduzione della mobilità elettrica e del V2G consente di utilizzare una quota maggiore dell’energia fotovoltaica generata localmente e può produrre benefici economici per la comunità.
Sul fronte ambientale, il beneficio principale deriva dal passaggio dalla mobilità convenzionale a quella elettrica, mentre il V2G può fornire un contributo aggiuntivo attraverso una gestione più efficiente dell’energia rinnovabile.
I risultati dipendono dalle ipotesi e dalle caratteristiche del caso studio specifico e non possono quindi essere generalizzati. Evidenziano però un cambiamento di prospettiva: con l’elettrificazione, l’auto introduce un nuovo consumo nel sistema elettrico; con il V2G può anche diventare una risorsa flessibile, capace di adattare nel tempo prelievi e immissioni.
Nelle comunità energetiche questa funzione rafforza il legame tra mobilità, produzione rinnovabile e gestione locale dell’energia, purché siano garantite compatibilità tecnologica, tutela delle esigenze dell’utente e condizioni economiche e normative adeguate.
10/26, QUALENERGIA.it (V.Casalicchio)
