
La Commissione europea apre a una revisione anticipata del regolamento che vieta, dal 2035, la vendita di auto a motore endotermico. Sotto la spinta delle case automobilistiche, si valuta di ammettere biocarburanti e ibridi
L’addio ai motori a benzina e diesel nel 2035, uno dei pilastri della transizione verde europea, potrebbe subire una significativa correzione di rotta. La Commissione europea, di fronte alle crescenti pressioni dell’industria automobilistica e di diversi Stati membri, ha deciso di anticipare la revisione del regolamento, aprendo a scenari fino a poco tempo fa impensabili. La data da cerchiare in rosso è il 2026, quando si metterà mano a una delle normative più discusse del pacchetto clima “Fit for 55“.
La decisione arriva dopo un incontro a Bruxelles tra la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e i vertici del settore auto, preoccupati per una transizione verso l’elettrico ritenuta non più sostenibile nei tempi previsti. Le case automobilistiche europee, strette tra i dazi statunitensi, una domanda interna debole e la concorrenza dei produttori cinesi di veicoli elettrici, hanno chiesto maggiore flessibilità. Una richiesta che sembra aver trovato terreno fertile.
Neutralità tecnologica: non solo elettrico
Il fulcro della revisione sarà il principio di “neutralità tecnologica”. Se oggi la strada sembrava tracciata unicamente verso i veicoli 100% elettrici, il futuro potrebbe riservare un ruolo anche ad altre tecnologie a basse emissioni. Come riportato dall’agenzia di stampa Reuters, la revisione potrebbe includere “carburanti a zero emissioni di CO2, come i biocarburanti, che potrebbero continuare ad alimentare motori a combustione interna, ibridi plug-in o auto con autonomia estesa”.
Questa apertura di fatto salverebbe i motori ibridi e darebbe spazio a soluzioni come gli e-fuel, carburanti sintetici fortemente voluti dalla Germania, e i biocarburanti, sostenuti con forza dall’Italia. “Disposizioni transitorie, soluzioni speciali per la produzione in piccole serie e il ruolo dei carburanti privi di CO2 sono parte della prossima revisione dell’Ue”, ha dichiarato Volkswagen, la più grande casa automobilistica europea, pur confermando il suo impegno verso l’obiettivo di zero emissioni.
Cosa prevede la normativa attuale e cosa cambierà
Il regolamento attuale è molto chiaro: dal 1° gennaio 2035 sarà vietata la vendita di auto e furgoni nuovi con motori termici. Un obiettivo intermedio, fissato per il 2030, impone ai costruttori di ridurre le emissioni delle nuove auto del 55% e quelle dei nuovi furgoni del 50%. La revisione anticipata al 2026 non cancellerà questi obiettivi, ma potrebbe ricalibrarne le modalità di raggiungimento.
Un’attenzione particolare sarà rivolta ai furgoni. Un membro del team del vicepresidente esecutivo della Commissione, Stéphane Séjourne, citato da Reuters, ha sottolineato come i furgoni elettrici rappresentino solo l’8,5% delle nuove vendite nell’Ue, circa la metà della quota di mercato delle auto elettriche.
Tra le novità allo studio, anche l’istituzione di una nuova categoria normativa per le auto elettriche di piccole dimensioni, che potrebbero beneficiare di agevolazioni fiscali, e nuove regole per favorire la produzione di batterie e componentistica in Europa, limitando la dipendenza dalla Cina.
Le eccezioni già previste e il mercato dell’usato
Alcune deroghe sono già state messe nero su bianco. I piccoli produttori, quelli che immatricolano meno di 10.000 auto o 22.000 furgoni l’anno, avranno un anno in più per adeguarsi, fino alla fine del 2035. Un’eccezione voluta dall’Italia a tutela dei marchi della sua “Motor Valley“. Chi produce meno di mille veicoli l’anno è invece totalmente esentato.
È importante ricordare che lo stop riguarda esclusivamente la vendita di veicoli nuovi. I cittadini potranno quindi continuare a circolare con le loro auto a benzina o diesel acquistate prima del 2035 e il mercato dell’usato non subirà alcuna restrizione.
(fonte: greenMe)
