{"id":2643,"date":"2026-06-18T11:11:03","date_gmt":"2026-06-18T09:11:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tuttoautoweb.com\/taw\/?p=2643"},"modified":"2026-06-18T09:38:28","modified_gmt":"2026-06-18T07:38:28","slug":"frenare-le-auto-elettriche-potrebbe-costare-caro-alla-rete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tuttoautoweb.com\/taw\/frenare-le-auto-elettriche-potrebbe-costare-caro-alla-rete\/","title":{"rendered":"Frenare le auto elettriche potrebbe costare caro alla rete"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center has-medium-font-size\">Uno studio TE\/Fraunhofer mostra che indebolire gli standard sulle emissioni di CO2 potrebbe avere potenziali impatti negativi per il sistema elettrico europeo, a causa di una minore disponibilit\u00e0 di batterie abilitate al Vehicle to grid<br><br><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"389\" height=\"280\" src=\"https:\/\/www.tuttoautoweb.com\/taw\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/image-8.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2644\" srcset=\"https:\/\/www.tuttoautoweb.com\/taw\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/image-8.png 389w, https:\/\/www.tuttoautoweb.com\/taw\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/image-8-300x216.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 389px) 100vw, 389px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tentativo del centrodestra europeo di&nbsp;smantellare il piano di Bruxelles sulle auto elettriche, in linea con le richieste dei costruttori di indebolire gli standard sulle emissioni di CO2, potrebbe avere conseguenze potenzialmente rilevanti sulla gestione del sistema elettrico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meno auto elettriche in circolazione, meno batterie \u201csu quattro ruote\u201d a disposizione per fornire servizi di bilanciamento alla rete, pi\u00f9 costi per realizzare nuove infrastrutture (sistemi di accumulo utility-scale, centrali elettriche \u201cdi riserva\u201d\u2026): questa, in sintesi, la conclusione di uno studio commissionato dall\u2019organizzazione&nbsp;<strong>Transport &amp; Environment<\/strong>&nbsp;(TE) all\u2019istituto tedesco&nbsp;<strong>Fraunhofer<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019avvertenza preliminare \u00e8 che si parla di&nbsp;<strong>potenzialit\u00e0<\/strong>&nbsp;sulla carta di una tecnologia ancora immatura dal punto di vista tecnico-commerciale, ossia il&nbsp;<strong>Vehicle-to-Grid<\/strong>&nbsp;(V2G), che come vedremo tra poco resta ben lontano da una scalabilit\u00e0 a breve termine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il V2G, come abbiamo scritto, abilita uno&nbsp;<strong>scambio bidirezionale<\/strong>&nbsp;di energia elettrica&nbsp;<strong>tra il veicolo e la rete<\/strong>: in pratica, la batteria pu\u00f2 sia caricarsi sia cedere elettricit\u00e0, in modo da contribuire alla gestione flessibile della rete stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Migliaia, milioni di batterie dei veicoli potrebbero \u201clavorare\u201d come un&nbsp;<strong>sistema di accumulo distribuito<\/strong>, con cui assorbire l\u2019energia in eccesso prodotta dalle fonti rinnovabili non programmabili (solare, eolico) e poi restituirla alla rete nei periodi di massima domanda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le ipotesi dello studio TE\/Fraunhofer<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio TE\/Fraunhofer stima che&nbsp;<strong>al 2040<\/strong>&nbsp;si venderebbero circa&nbsp;<strong>49 milioni di auto elettriche in meno<\/strong>&nbsp;nei Paesi Ue, se passeranno tutte le richieste delle case automobilistiche per allentare gli obiettivi di riduzione della CO2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo scenario, si spiega, ridurrebbe direttamente la capacit\u00e0 di accumulo disponibile sul sistema elettrico europeo: circa&nbsp;<strong>71 TWh potenzialmente \u201cpersi\u201d<\/strong>&nbsp;per la mancata disponibilit\u00e0 di 49 milioni di batterie installate nei BEV (Battery Electric Vehicle).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale diminuzione andrebbe&nbsp;<strong>compensata<\/strong>&nbsp;con nuovi impianti di generazione elettrica, o con la realizzazione di sistemi di accumulo alternativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli impatti negativi al 2040 derivanti da un indebolimento degli standard di CO2 per le auto, con conseguente riduzione delle vetture elettriche vendute, il documento riporta:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>4 miliardi di euro\/anno<\/strong>&nbsp;di spesa aggiuntiva per&nbsp;<strong>potenziare la rete<\/strong>&nbsp;elettrica (cavi, trasformatori\u2026);<\/li>\n\n\n\n<li>incremento dell\u2019energia rinnovabile \u201csprecata\u201d (non utilizzata\/immagazzinata in batterie) fino a 6 TWh\/anno;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>27,9 miliardi di euro\/anno<\/strong>&nbsp;di spesa aggiuntiva per i&nbsp;<strong>carburanti<\/strong>, di cui circa 4,7 miliardi in Italia;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>13 GW addizionali<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>capacit\u00e0 di generazione<\/strong>\u00a0per bilanciare la rete e coprire i picchi di domanda, pari, secondo lo studio, a 150 nuove centrali a gas.<br><br><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nodi irrisolti<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa TE poi evidenzia il \u201cnodo ancora irrisolto\u201d: la&nbsp;<strong>maggioranza<\/strong>&nbsp;delle auto elettriche oggi sul mercato&nbsp;<strong>non \u00e8 compatibile<\/strong>&nbsp;con la tecnologia V2G.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In sostanza, l\u2019utilit\u00e0 dello studio \u00e8 sottolineare che una forte diffusione di veicoli a batteria potrebbe rendere il V2G praticabile su vasta scala, con una serie di&nbsp;<strong>benefici aggiuntivi<\/strong>&nbsp;per la rete elettrica europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrebbe, per l\u2019appunto: il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo e gli impatti descritti sono puramente teorici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l\u2019evoluzione tecnologica tracciata dal regolamento Ue 2023\/1804&nbsp;<strong>Afir<\/strong>&nbsp;(<em>Alternative Fuels Infrastructure Regulation<\/em>), entrato in vigore ad aprile 2024, ora punta verso il V2G e il Plug and Charge, ossia la ricarica con riconoscimento immediato dell\u2019utente alla colonnina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune&nbsp;novit\u00e0 rilevanti&nbsp;per i&nbsp;<strong>punti di ricarica accessibili al pubblico<\/strong>&nbsp;sono infatti previste dal&nbsp;<strong>regolamento delegato<\/strong>&nbsp;della Commissione Ue 2025\/656 del 2 aprile 2025:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>i punti installati o ristrutturati a partire dall\u20198 gennaio 2026 devono essere conformi, tra le altre, alla norma EN ISO 15118-2 che abilita il Plug and Charge;<\/li>\n\n\n\n<li>i punti installati o ristrutturati a partire&nbsp;<strong>dal 1\u00b0 gennaio 2027<\/strong>&nbsp;devono essere conformi almeno alla norma&nbsp;<strong>EN ISO 15118-20<\/strong>&nbsp;che introduce le funzionalit\u00e0 di comunicazione necessarie al Vehicle-to-grid; si precisa che se queste infrastrutture offrono servizi di autenticazione e autorizzazione automatici, come la tecnologia Plug and Charge, devono essere conformi, a fini di interoperabilit\u00e0 e sicurezza, sia alla norma EN ISO 15118-2 sia alla norma EN ISO 15118-20.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riguardo al V2G, per\u00f2, l\u2019atto delegato&nbsp;<strong>non chiarisce<\/strong>&nbsp;come deve avvenire l\u2019interazione operativa con la rete; inoltre, l\u2019<strong>obbligo di conformit\u00e0<\/strong>&nbsp;\u00e8 limitato ai punti di ricarica e&nbsp;<strong>non alle auto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non a caso, TE sostiene l\u2019introduzione di un\u2019etichetta volontaria&nbsp;<em>\u201cV2G-ready\u201d<\/em>&nbsp;sul Certificato di Conformit\u00e0 per i nuovi veicoli elettrici, al fine di rispettare gli stessi standard di&nbsp;<strong>interoperabilit\u00e0<\/strong>&nbsp;(ad esempio ISO 15118-20) richiesti per i caricatori ai sensi del regolamento Afir.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una&nbsp;relazione pubblicata a ottobre 2024, l\u2019<strong>Arera<\/strong>&nbsp;spiegava che per il V2G in Italia difficilmente si potranno vedere risultati apprezzabili prima del 2030, mentre la&nbsp;<strong>convenienza economica&nbsp;<\/strong>per chi mette i propri veicoli a disposizione della rete rimane tutta da verificare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Arera, gli&nbsp;<strong>ostacoli tecnico-economici<\/strong>&nbsp;al V2G sono ancora tanti, partendo dalla necessit\u00e0 di aggregare una moltitudine di punti di ricarica domestici e\/o aziendali per la gestione coordinata delle batterie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Affinch\u00e9 i servizi funzionino, \u00e8 necessario che diversi veicoli siano&nbsp;<strong>connessi contemporaneamente<\/strong>&nbsp;per un certo numero di ore, raggiungendo una massa critica adeguata a soddisfare le esigenze di flessibilit\u00e0 richieste dalla rete, tramite numerosi cicli coordinati di carica\/scarica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><br>6\/26,  QUALENERGIA.it<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.qualenergia.it\/articoli\/frenare-auto-elettriche-potrebbe-costare-caro-rete\">https:\/\/www.qualenergia.it\/articoli\/frenare-auto-elettriche-potrebbe-costare-caro-rete<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio TE\/Fraunhofer mostra che indebolire gli standard sulle emissioni di CO2 potrebbe avere potenziali impatti negativi per il sistema elettrico 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