{"id":3340,"date":"2026-09-04T10:10:40","date_gmt":"2026-09-04T08:10:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tuttoautoweb.com\/taw\/?p=3340"},"modified":"2026-09-02T09:10:07","modified_gmt":"2026-09-02T07:10:07","slug":"auto-elettriche-e-rete-se-la-batteria-dellauto-diventasse-parte-dellinfrastruttura-energetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tuttoautoweb.com\/taw\/auto-elettriche-e-rete-se-la-batteria-dellauto-diventasse-parte-dellinfrastruttura-energetica\/","title":{"rendered":"Auto elettriche e rete: se la batteria dell\u2019auto diventasse parte dell\u2019infrastruttura energetica?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>Uno studio Fraunhofer evidenzia come le auto elettriche, grazie al V2G, possano diventare risorse di accumulo e flessibilit\u00e0 per la rete energetica. In Italia, una diffusione estesa del V2X potrebbe ridurre fortemente il ricorso alle batterie stazionarie, ma servono ancora tecnologie, infrastrutture e regole adeguate<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno studio Fraunhofer ISI\/ISE mostra che le batterie delle auto elettriche potrebbero diventare una grande infrastruttura distribuita di accumulo. Con il V2G, nel 2040 il sistema europeo potrebbe ridurre batterie stazionarie, capacit\u00e0 di backup e investimenti sulle reti. In Italia il modello arriva a ipotizzare l\u2019eliminazione di circa 72 GW di batterie stazionarie nello scenario di maggiore diffusione del V2X. Ma il risultato dipende dalla disponibilit\u00e0 di veicoli bidirezionali, smart charging, interoperabilit\u00e0 e mercati della flessibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">Dalla mobilit\u00e0 elettrica alla rete intelligente: il nuovo ruolo delle batterie delle auto<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si parla di&nbsp;<strong>auto elettriche e sistema energetico<\/strong>, il ragionamento appare quasi inevitabile: milioni di veicoli da ricaricare significano milioni di nuovi consumatori, quindi una maggiore domanda di energia, possibili nuovi picchi di potenza e la necessit\u00e0 di investire ulteriormente sulle reti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un ragionamento corretto, ma racconta soltanto una parte della storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un rapporto pubblicato nel 2026 dal&nbsp;<strong>Fraunhofer Institute for Systems and Innovation Research ISI e dal Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems ISE&nbsp;<\/strong>(DISPONIBILE IN ALLEGATO AL PRESENTE ARTICOLO), commissionato da Transport &amp; Environment, propone infatti di osservare il problema da una prospettiva differente. Il documento,&nbsp;<em>System value of V2G under slower EV diffusion<\/em>, aggiorna uno studio Fraunhofer del 2024 dedicato alla piena integrazione dei veicoli elettrici nel sistema energetico europeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di partenza \u00e8 semplice, ma ha implicazioni profonde:&nbsp;<strong>un\u2019automobile elettrica non \u00e8 soltanto un mezzo di trasporto che consuma elettricit\u00e0. \u00c8 anche una batteria da alcune decine di kWh che, per gran parte della giornata, rimane inutilizzata mentre il veicolo \u00e8 parcheggiato<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se quella batteria viene messa nelle condizioni di dialogare con il sistema elettrico, modulando la ricarica o persino restituendo energia alla rete nei momenti di maggiore necessit\u00e0, milioni di automobili possono trasformarsi in una gigantesca infrastruttura distribuita di accumulo e flessibilit\u00e0. Ed \u00e8 proprio qui che cambia la prospettiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">Dal carico elettrico alla risorsa di flessibilit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio distingue tre differenti modalit\u00e0 di utilizzo della batteria del veicolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima \u00e8 la&nbsp;<strong>ricarica non controllata<\/strong>, nella quale l&#8217;utente collega l&#8217;automobile alla rete e il processo di ricarica inizia immediatamente, senza alcun coordinamento con le condizioni del sistema elettrico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda \u00e8 il&nbsp;<strong>Controlled Charging<\/strong>, ovvero la ricarica intelligente monodirezionale. In questo caso il sistema pu\u00f2 stabilire quando sia pi\u00f9 conveniente ricaricare il veicolo, spostando i consumi verso le ore caratterizzate da una maggiore disponibilit\u00e0 di energia o da una minore congestione della rete.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terzo livello \u00e8 rappresentato dal&nbsp;<strong>V2X, Vehicle-to-Everything<\/strong>, che comprende anche il Vehicle-to-Grid. La batteria, in questo caso, non si limita ad assorbire elettricit\u00e0, ma pu\u00f2 restituirla alla rete quando il sistema ne ha bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello Fraunhofer mette in relazione due variabili fondamentali: il numero di BEV presenti nel sistema europeo e il grado di integrazione intelligente delle loro batterie. Dall&#8217;incrocio di queste condizioni nascono sei differenti scenari analizzati con riferimento al 2030 e al 2040.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distinzione \u00e8 fondamentale perch\u00e9 il vantaggio per il sistema energetico non dipende semplicemente dalla presenza di un grande numero di automobili elettriche. Dipende soprattutto dalla capacit\u00e0 di&nbsp;<strong>integrare queste automobili nel funzionamento complessivo del sistema elettrico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">Nel 2040 la differenza potrebbe essere di 49 milioni di auto elettriche<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel percorso di riferimento considerato da Fraunhofer, il numero di BEV presenti in Europa raggiungerebbe circa&nbsp;<strong>37 milioni nel 2030 e 141 milioni nel 2040<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello scenario definito&nbsp;<em>Worst-case<\/em>, caratterizzato da una diffusione pi\u00f9 lenta della mobilit\u00e0 elettrica, i veicoli scenderebbero rispettivamente a circa&nbsp;<strong>31 milioni nel 2030 e 92 milioni nel 2040<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine del periodo considerato si avrebbe quindi una differenza di&nbsp;<strong>49 milioni di automobili elettriche<\/strong>. Un divario che non riguarda soltanto la mobilit\u00e0, perch\u00e9 si traduce anche in una quantit\u00e0 sensibilmente inferiore di capacit\u00e0 di accumulo mobile disponibile per il sistema energetico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo il modello, nello scenario base il valore economico della flessibilit\u00e0 fornita attraverso il V2G raggiungerebbe nel 2040 circa&nbsp;<strong>11,7 miliardi di euro all&#8217;anno<\/strong>. Con una minore diffusione dei veicoli elettrici, il valore scenderebbe a&nbsp;<strong>7,7 miliardi<\/strong>, con una differenza di circa 4 miliardi di euro ogni anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il valore marginale attribuito alla flessibilit\u00e0 della singola automobile cresce nel tempo, passando da circa&nbsp;<strong>150 euro per BEV nel 2030 a circa 240 euro nel 2040<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa, naturalmente, che ogni automobilista potrebbe automaticamente ricevere 240 euro all&#8217;anno. Il dato rappresenta il valore economico attribuito dal modello alla capacit\u00e0 di flessibilit\u00e0 fornita dal singolo veicolo al sistema elettrico. Offre per\u00f2 una misura significativa dell&#8217;ordine di grandezza del fenomeno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>.  .  .  .  .   CONTINUA:   <a href=\"https:\/\/www.ingenio-web.it\/articoli\/auto-elettriche-v2g-batterie-infrastruttura-energetica-rete\/\">https:\/\/www.ingenio-web.it\/articoli\/auto-elettriche-v2g-batterie-infrastruttura-energetica-rete\/<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">8\/26, ingenio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio Fraunhofer evidenzia come le auto elettriche, grazie al V2G, possano diventare risorse di accumulo e flessibilit\u00e0 per la rete energetica. 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