{"id":744,"date":"2025-12-19T09:29:15","date_gmt":"2025-12-19T08:29:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tuttoautoweb.com\/taw\/?p=744"},"modified":"2025-12-11T11:29:56","modified_gmt":"2025-12-11T10:29:56","slug":"cosa-cambia-fra-le-batterie-lfp-e-nmc-delle-auto-elettriche-la-guida-completa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tuttoautoweb.com\/taw\/cosa-cambia-fra-le-batterie-lfp-e-nmc-delle-auto-elettriche-la-guida-completa\/","title":{"rendered":"Cosa cambia fra le batterie LFP e NMC delle auto elettriche? La guida completa"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.dmove.it\/images\/48326\/Screenshot_2025-10-01_at_14.57.21.png\" alt=\"\" style=\"width:418px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">Cosa cambia e qual \u00e8 la tecnologia migliore tra le batterie LFP e quelle NMC? Vediamo qualche esempio concreto e le caratteristiche delle due tipologie<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si parla di auto elettriche, i riflettori sono puntati quasi sempre sull&#8217;autonomia e sui tempi di ricarica. Due aspetti centrali, certo, ma che dipendono da un elemento fondamentale: la batteria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 lei a determinare non solo quanta strada si potr\u00e0 percorrere con una singola ricarica, ma anche quanto l&#8217;auto coster\u00e0, quanto durer\u00e0 negli anni e con quale grado di sicurezza potr\u00e0 funzionare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, dietro la sigla &#8220;ioni di litio&#8221;, si celano due grandi famiglie di chimiche che si contendono il mercato:&nbsp;<strong>le LFP, litio-ferro-fosfato; e le NMC, nichel-manganese-cobalto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due tecnologie nate con lo stesso obiettivo, cio\u00e8 immagazzinare energia in modo efficiente, ma che offrono vantaggi e limiti molto diversi. Conoscerle non \u00e8 un esercizio tecnico: significa capire perch\u00e9 un costruttore scelga l&#8217;una o l&#8217;altra e cosa questo comporti per l&#8217;utente finale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.dmove.it\/images\/48324\/large_BYD-Blade-Battery-pc.jpg\" alt=\"\" style=\"width:503px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Due filosofie diverse (e due comportamenti altrettanto diversi)<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le batterie LFP devono il loro nome alla composizione del catodo, basata su litio-ferro-fosfato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una struttura chimica che privilegia la stabilit\u00e0:&nbsp;<strong>resiste meglio al calore e riduce in modo significativo il rischio di fenomeni di fuga termica<\/strong>, ossia quei casi di surriscaldamento incontrollato che possono portare a incendi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa robustezza ha un prezzo: la densit\u00e0 energetica \u00e8 pi\u00f9 bassa; quindi a parit\u00e0 di chilometri percorsi serve un pacco pi\u00f9 grande e pi\u00f9 pesante. In compenso, la longevit\u00e0 \u00e8 superiore: una batteria LFP pu\u00f2 sopportare migliaia di cicli di ricarica completa senza cali significativi, risultando ideale per chi utilizza l&#8217;auto in maniera intensiva e la ricarica spesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le NMC, invece, devono il loro nome ai tre metalli che compongono il catodo: nichel, manganese e cobalto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La proporzione tra questi materiali \u00e8 cambiata nel tempo, passando dalle prime versioni NMC111, con parti uguali dei tre metalli, alle pi\u00f9 recenti NMC811, dove il nichel \u00e8 largamente predominante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 nichel significa pi\u00f9 densit\u00e0 energetica, cio\u00e8 pi\u00f9 energia immagazzinata nello stesso spazio e nello stesso peso.&nbsp;<strong>Ci\u00f2 consente di avere pacchi pi\u00f9 compatti e autonomie maggiori<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo svantaggio \u00e8 che queste celle sono pi\u00f9 delicate, sia dal punto di vista termico sia nella gestione quotidiana:&nbsp;<strong>tollerano meno la carica costante al 100% e degradano pi\u00f9 rapidamente se sottoposte a cicli profondi e frequenti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Cosa cambia per l&#8217;utente<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi guida, la differenza pi\u00f9 evidente \u00e8 nell&#8217;autonomia e nell&#8217;efficienza del pacco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facciamo qualche esempio concreto. La BMW i4 &#8211; con un pacco NMC811 da 83,9 kWh &#8211; monta una batteria da circa 550 kg, con una densit\u00e0 gravimetrica intorno ai 152 Wh\/kg e una densit\u00e0 volumetrica che supera i 200 Wh\/l.&nbsp;Traducendo questi numeri tecnici in valori di autonomia, significa che pu\u00f2 raggiungere oltre 590 km (secondo ciclo WLTP).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre, dall&#8217;altra parte, la BYD Dolphin ha una batteria LFP da 60,4 kWh, che pesa circa 445 kg e si attesta su una densit\u00e0 gravimetrica di 136 Wh\/kg e volumetrica intorno ai 170 Wh\/l, con un&#8217;autonomia dichiarata di 427 km.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altre parole, con peso e volumi simili, la batteria NMC immagazzina pi\u00f9 energia e abilita perci\u00f2 una percorrenza pi\u00f9 lunga;&nbsp;mentre l&#8217;unit\u00e0 LFP ha maggiore ingombro e massa. Ma in cambio garantisce pi\u00f9 sicurezza, robustezza e costi inferiori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte sicurezza, infatti, le differenze si ribaltano. Le LFP, grazie alla loro stabilit\u00e0 chimica, sono considerate quasi &#8220;a prova di stress&#8221;: il rischio di incendio in caso di danni o malfunzionamenti \u00e8 molto ridotto. Le NMC, pi\u00f9 reattive, hanno bisogno di sistemi di raffreddamento sofisticati e di un&#8217;accurata gestione elettronica per garantire lo stesso livello di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la gestione della ricarica varia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le LFP tollerano senza problemi il 100% quotidiano &#8211; per esempio un&#8217;auto caricata e non usata per diversi giorni consecutivi &#8211; e anzi, in alcuni casi, i costruttori raccomandano di ricaricarle regolarmente fino al massimo per mantenere calibrato il sistema di gestione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le NMC, invece, preferiscono fermarsi all&#8217;80-90% nella ricarica di tutti i giorni, riservando il 100% solo per i viaggi lunghi. \u00c8 un dettaglio che non cambia la vita, ma che influisce sulle abitudini e sulla longevit\u00e0 della batteria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Quali sono le scelte delle case automobilistiche<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le scelte delle case automobilistiche riflettono chiaramente i pro e i contro delle due tecnologie. Tesla, per esempio, utilizza pacchi LFP forniti da CATL per le versioni Standard Range di Model 3 e Model Y vendute in Europa e Cina, mentre riserva le NMC alle versioni Long Range e Performance.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">BYD ha fatto una scelta ancora pi\u00f9 netta. Il produttore cinese, che produce internamente le proprie celle, ha puntato tutto sulle LFP, sviluppando la Blade Battery. Si tratta di un pacco con celle prismatiche lunghe e sottili, inserite direttamente nella struttura, che migliora la densit\u00e0 volumetrica e la sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La BYD Seal porta questo concetto ancora pi\u00f9 in l\u00e0, con un&#8217;architettura &#8220;cell-to-body&#8221;&nbsp;<strong>in cui la batteria \u00e8 parte integrante della scocca<\/strong>. Anche modelli come la Dolphin e la Atto 3 utilizzano la Blade, facendo di BYD uno dei protagonisti mondiali della diffusione delle LFP.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cinese MG ha scelto una via di mezzo. La MG4 Standard Range adotta un pacco LFP da 51 kWh, pi\u00f9 economico, mentre le versioni Long Range ed Extended Range montano pacchi NMC da 62 e 77 kWh, arrivando a oltre 500 km di autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Volkswagen, invece, ha annunciato che dal 2026 introdurr\u00e0 pacchi LFP sui modelli ID.3 e ID.4 di base, con la nuova piattaforma MEB Plus, per offrire versioni pi\u00f9 accessibili al mercato europeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ambito batterie NMC troviamo i marchi premium e i modelli ad alte prestazioni. Oltre alla BMW i4, gi\u00e0 citata, anche Mercedes EQE ed EQS utilizzano celle NMC di ultima generazione con formula 811, riducendo quasi a zero la quota di cobalto. Mentre Hyundai e Kia, con la piattaforma E-GMP, hanno scelto NMC per modelli come Ioniq 5, Ioniq 6 ed EV6, sfruttando l&#8217;architettura a 800 V per garantire ricariche ultrarapide fino a 240 kW.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Renault M\u00e9gane E-Tech, con pacchi da 40 e 60 kWh prodotti da LG Energy Solution, si colloca a met\u00e0 strada, offrendo un buon compromesso tra autonomia e prestazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il peso delle strategie industriali<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scegliere una batteria LFP o una batteria NMC non \u00e8 una decisione casuale e non dipende solo da considerazioni tecniche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le LFP sono oggi prodotte in larga maggioranza in Cina, con CATL e BYD che detengono il controllo di questa tecnologia. Le NMC, invece, hanno il loro baricentro in Corea ed Europa, con LG, SK On e Samsung SDI come principali fornitori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 spiega anche perch\u00e9 le case cinesi abbiano spinto tanto sulle LFP, mentre i marchi europei e premium abbiano continuato a preferire le NMC.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Europa ha provato a bilanciare con progetti locali, ma il fallimento di Northvolt in Svezia e la sospensione dello stabilimento ACC previsto a Termoli mostrano tutte le difficolt\u00e0 del settore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta attivo lo stabilimento francese di ACC, mentre in Italia l&#8217;unico polo realmente operativo \u00e8 quello di Teverola (Caserta), gestito dal gruppo Seri, che produce celle LFP e sta ampliando la propria capacit\u00e0 produttiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Uno sguardo al futuro: le batterie a stato solido<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se oggi la partita si gioca tra LFP e NMC, il futuro guarda a una terza via: le batterie allo stato solido.&nbsp;La differenza chiave \u00e8 l&#8217;elettrolita: solido, anzich\u00e9 liquido, appunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questa soluzione promette densit\u00e0 energetiche molto pi\u00f9 elevate<\/strong>, ricariche rapide e soprattutto una sicurezza ancora superiore. Alcuni prototipi hanno gi\u00e0 raggiunto valori di oltre 350 Wh\/kg, che significherebbero pacchi pi\u00f9 leggeri e autonomie ben oltre i 700 km.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I tempi, per\u00f2, non sono immediati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Portare questa tecnologia su larga scala non \u00e8 semplice perch\u00e9 produrre celle solide affidabili e durevoli \u00e8 ancora una sfida. Toyota, per esempio, ha fissato l&#8217;obiettivo di un debutto commerciale tra il 2027 e il 2028, inizialmente su ibridi plug-in. Mentre Nissan ha avviato una linea pilota in Giappone e punta al 2028-2029.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo, in Cina sono gi\u00e0 arrivate le prime soluzioni semi-solide, come quelle sviluppate da NIO con WeLion o adottate da MG sulla MG4 Anxin, che rappresentano una tappa intermedia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per farla breve, LFP e NMC non sono in contrapposizione, ma due strade diverse che convivono nel mercato. Le prime offrono robustezza, sicurezza e costi contenuti, rendendole perfette per modelli di accesso e utilizzi quotidiani. Le seconde puntano a prestazioni e autonomie superior, e restano la scelta privilegiata dei marchi premium e dei viaggiatori di lungo raggio. Infine, ci sono le batterie a stato solido: quando arriveranno, promettono di unire il meglio dei due mondi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><br>DMOVE.it<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.dmove.it\/guide\/cosa-cambia-fra-le-batterie-lfp-e-nmc-delle-auto-elettriche-la-guida-completa\">https:\/\/www.dmove.it\/guide\/cosa-cambia-fra-le-batterie-lfp-e-nmc-delle-auto-elettriche-la-guida-completa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa cambia e qual \u00e8 la tecnologia migliore tra le batterie LFP e quelle NMC? 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