{"id":840,"date":"2025-12-29T10:10:24","date_gmt":"2025-12-29T09:10:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tuttoautoweb.com\/taw\/?p=840"},"modified":"2025-12-29T09:46:57","modified_gmt":"2025-12-29T08:46:57","slug":"stiamo-davvero-scendendo-dallauto-elettrica-le-reazioni-alla-nuova-proposta-sul-pacchetto-automotive-che-guarda-al-2035","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tuttoautoweb.com\/taw\/stiamo-davvero-scendendo-dallauto-elettrica-le-reazioni-alla-nuova-proposta-sul-pacchetto-automotive-che-guarda-al-2035\/","title":{"rendered":"Stiamo davvero scendendo dall&#8217;auto elettrica? Le reazioni alla nuova proposta sul pacchetto automotive che guarda al 2035"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>Cosa ne pensano gli stakeholder della nuova proposta della Commissione europea sul settore automobilistico? La divisione \u00e8 netta: per chi investe\u00a0<em>taglia le gomme<\/em>\u00a0all&#8217;auto elettrica, mentre per gli industriali ancora non si \u00e8 fatto abbastanza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media-assets.wired.it\/photos\/6943bee43b97155d7872e6f6\/16:9\/w_2560%2Cc_limit\/2184195389\" alt=\"auto elettrica 2035 commissione europea\" style=\"width:396px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se fosse vero che&nbsp;<strong>le leggi migliori sono quelle che scontentano tutti<\/strong>, il pacchetto sul settore automobilistico (e sull&#8217;auto elettrica) che la Commissione europea ha appena presentato sarebbe, pi\u00f9 che un compromesso dovuto alle difficolt\u00e0 del periodo,&nbsp;<strong>una delle norme migliori mai scritte<\/strong>, dato che a giudicare dalle prime reazioni&nbsp;<strong>sembra aver fatto davvero arrabbiare<\/strong>&nbsp;tanto le lobby a favore del vecchio motore endotermico quanto quelle per un futuro a zero emissioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">Cosa prevede e cosa cambia col nuovo pacchetto<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Col ritocco proposto da Bruxelles,&nbsp;<strong>dal 2035 le aziende verrebbero obbligate a rispettare un obiettivo di riduzione delle emissioni allo scarico del 90% e non pi\u00f9 del 100%<\/strong>. Si concederebbe insomma ai costruttori&nbsp;<strong>un margine di manovra del 10% che l&#8217;Unione europea intende concedere solo a determinate condizioni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima condizione riguarda il fatto che\u00a0<strong>l&#8217;industria automobilistica dovr\u00e0 fare uso di acciaio \u201cverde\u201d<\/strong>, cio\u00e8 a basse emissioni di gas serra,\u00a0<strong>prodotto nell\u2019Unione<\/strong>. Una richiesta comprensibile considerato che il metallo \u00e8 al centro della tempesta di\u00a0dazi\u00a0scatenata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump in uno dei suoi molteplici attacchi commerciali (e non solo) sferrati al Vecchio continente. La seconda riguarda il fatto che\u00a0<strong>la Ue imporr\u00e0 riduzioni nelle emissioni di gas a effetto serra derivanti dall\u2019uso di elettrocarburanti e di biocarburanti con calcoli su base annua.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ancora una volta si giocher\u00e0 sui\u00a0<strong>crediti di carbonio<\/strong>\u00a0che finora ha fatto\u00a0incassare miliardi\u00a0soprattutto ad alcuni produttori che ben presidiano il mercato dell&#8217;auto elettrica.\u00a0<strong>I crediti in acciaio verde potranno contribuire fino al 7%<\/strong>\u00a0degli obiettivi di riferimento per il 2021,\u00a0<strong>le riduzioni delle emissioni inquinante legate a e-fuel e biocarburanti fino al 3% del target.<\/strong>\u00a0Totale appunto 10%. Le e-car, ovvero le city car elettriche che Bruxelles intende incentivare, garantiranno un ulteriore bonus di 1,3 crediti utili a sforare i limiti imposti. In base alla proposta della Commissione, ed \u00e8 questa la vera novit\u00e0 del testo,\u00a0<strong>le case automobilistiche potranno continuare a vendere le termiche anche dopo il 2035.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">La tiepida reazione dell&#8217;Acea<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Associazione dei costruttori europei \u00e8 tiepida e guardinga: mentre la direttrice generale\u00a0<strong>Sigrid de Vries<\/strong>\u00a0riconosce i passi che l&#8217;esecutivo di Bruxelles ha compiuto proprio per venire incontro alle richieste delle industrie del settore affermando che\u00a0<em>\u201cle proposte odierne riconoscono giustamente la necessit\u00e0 di maggiore flessibilit\u00e0 e neutralit\u00e0 tecnologica per garantire il successo della\u00a0transizione verde<\/em>\u201d, rimane fredda sul fatto che \u201c<em><strong>il diavolo possa nascondersi nei dettagli<\/strong>. Ora analizzeremo il pacchetto e collaboreremo con i co-legislatori per rafforzare in modo decisivo le proposte ove necessario<\/em>\u201d. E infatti di l\u00ec a poco la\u00a0nota ufficiale dell&#8217;Associazione\u00a0di riferimento lamentava gi\u00e0 la necessit\u00e0\u00a0<em>&#8220;di\u00a0<strong>misure pi\u00f9 incisive per agevolare la transizione nei prossimi anni<\/strong><\/em>&#8220;. Insomma, non \u00e8 stato fatto abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">Il commento del gruppo Stellantis<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del medesimo avviso anche Stellantis, tra i pi\u00f9 importanti gruppi automobilistici che hanno il cuore che batte nel Vecchio continente:\u00a0<em>&#8220;Il pacchetto presentato riconosce che\u00a0<strong>l\u2019attuale quadro normativo non \u00e8 adatto a sostenere una transizione energetica che supporti un\u2019industria automobilistica europea forte e radicata sul territorio<\/strong>, i milioni di posti di lavoro che da essa dipendono e una mobilit\u00e0 accessibile per tutti<\/em>&#8220;, viene\u00a0comunicato ai media.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;Purtroppo<\/em>\u00a0\u2013 aggiungono dalla sede nei Paesi Bassi \u2013<em>,\u00a0<strong>le proposte non affrontano in modo significativo le problematiche che il settore sta affrontando in questo momento<\/strong>. In particolare, il pacchetto non fornisce una traiettoria sostenibile per il segmento dei veicoli commerciali leggeri, che si trova in una situazione critica, n\u00e9 le flessibilit\u00e0 al 2030 richieste dall\u2019industria per le autovetture&#8221;<\/em>. Questo il punto di vista della societ\u00e0 guidata dall&#8217;amministratore delegato di\u00a0<strong>Stellantis<\/strong>\u00a0Antonio Filosa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">L&#8217;offensiva degli industriali tedeschi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le reazioni pi\u00f9 forti arrivano dalla Germania<\/strong>. Del resto Berlino, assieme a Roma, aveva fatto\u00a0pressing\u00a0nelle scorse settimanee affinch\u00e9 l&#8217;Europa tornasse a prendere in considerazione nella sua strategia di sostenibilit\u00e0 anche\u00a0biocarburanti\u00a0ed\u00a0e-fuel, non solo l&#8217;auto elettrica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Organizzazione tedesca dei costruttori di automobili (Vda) boccia senza sconti il pacchetto:\u00a0<em>&#8220;<strong>Bruxelles ha deluso le aspettative, il pacchetto \u00e8 disastroso<\/strong><\/em>&#8220;, ha dichiarato la presidente della Vda\u00a0Hildegard M\u00fcller, che poi aggiunge:\u00a0<em>\u201c\u00c8 incomprensibile come la Commissione possa agire in questo modo in questo momento:\u00a0<strong>le ragioni della scarsa competitivit\u00e0 dell\u2019Europa non vengono nemmeno affrontate, n\u00e9 i risultati dei processi di revisione vengono resi noti<\/strong>. La necessit\u00e0 di agire viene quindi mal interpretata<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">E il fronte di chi pensa che il Green deal sia stato \u201cucciso\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altrettanto dura, ma dal fronte opposto, l&#8217;analisi della testata\u00a0<em>Politico<\/em>: \u201c<em>A poco pi\u00f9 di due anni dalla sua promulgazione<\/em>\u00a0\u2013 scrive il giornalista Jordyn Dahl \u2013\u00a0<em><strong>il divieto<\/strong>\u00a0imposto dall&#8217;Unione europea alle auto a benzina\u00a0<strong>entro il 2035 \u00e8 ormai morto. Il suoi assassina: la Germania<\/strong>, sede della pi\u00f9 grande industria automobilistica d&#8217;Europa, e il\u00a0<strong>Partito popolare europeo<\/strong>\u00a0di centrodestra, la famiglia politica filoimprenditoriale a cui appartengono\u00a0<strong>von der Leyen<\/strong>\u00a0e il cancelliere tedesco Friedrich\u00a0<strong>Merz<\/strong>\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo&nbsp;<em>\u201csei mesi fa era impensabile che la Commissione apportasse questa correzione di rotta\u201d<\/em>, ha affermato un diplomatico europeo sentito da&nbsp;<em>Politico<\/em>&nbsp;che ha definito \u201c<em>decisivo\u201d<\/em>&nbsp;l&#8217;intervento della Germania nel destino della legge. \u201c<em><strong>L&#8217;ideologia dell&#8217;elettrico puro sta finendo<\/strong>\u201d<\/em>,&nbsp;<strong>il requiem di chi denigrava la norma originaria.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Critica anche la coalizione europea che riunione ong che si occupano di mobilit\u00e0 sostenibile&nbsp;<em>Transport &amp; Environment<\/em>, secondo la quale le nuove norme favorirebbero i concorrenti asiatici:&nbsp;<em>\u201cL&#8217;inversione di marcia sul 2035 non render\u00e0 di nuovo grandi i costruttori europei: prolungare la vendita dei motori a combustione distoglierebbe gli investimenti dai veicoli elettrici, mentre&nbsp;<strong>la Cina continua a correre<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">Ma davvero l&#8217;Europa vuole scendere dall&#8217;auto elettrica?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le opinioni sono cos\u00ec distanti \u2013 persino tra coloro che in linea teorica militano nella medesima fazione \u2013 che \u00e8 difficile capire la bont\u00e0 del\u00a0<strong>pacchetto Automotive<\/strong>\u00a0della Commissione von der Leyen. Bisogna dunque partire dall&#8217;inizio, ovvero dal\u00a0regolamento UE 2023\/851\u00a0che prevedeva, rispetto al 2021, una riduzione del 100% delle emissioni allo scarico per le nuove immatricolazioni entro il 2035.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il regolamento comunitario non ha mai vietato<\/strong>, nonostante la vulgata comune,&nbsp;<strong>di vendere a partire dal 1 gennaio 2035 nuove auto diesel o benzina<\/strong>, ma far\u00e0 in modo di rendere la produzione antieconomica. Infatti, dato che le emissioni medie per chilometro del venduto dovranno essere pari a zero, chi le sforer\u00e0 sar\u00e0 soggetto a&nbsp;<strong>sanzioni di 95 euro a grammo di anidride carbonica emesso, da moltiplicare per ogni macchina targata<\/strong>. Una soluzione che, secondo le critiche delle case automobilistiche, avrebbe di fatto costretto i piani industriali a convergere solo sull&#8217;auto elettrica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">La corsa all&#8217;auto elettrica si fermer\u00e0?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta da chiedersi se quanto proposto dalla Commissione (si ricorda infatti che non si sta parlando di una norma gi\u00e0 in vigore: saranno difatti Parlamento e Consiglio europei a discuterne coi 27 Paesi membri) sia un compromesso frutto di pragmatismo \u2013 peraltro, come s&#8217;\u00e8 visto, aspramente criticato dai costruttori \u2013 oppure rappresenti una&nbsp;<strong>prima potenziale crepa nelle norme che avrebbero dovuto imporre l&#8217;auto elettrica sulle strade dei 27 paesi membri.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Quattroruote<\/em>, storica rivista del settore, non ha dubbi: all&#8217;auto elettrica si arriver\u00e0 comunque e per avvalorare la propria tesi ricorda le parole di uno dei top manager di riferimento (oggi in Kering) qui in Europa: \u201c<em>Gi\u00e0 nel 2023, l\u2019allora ceo della Renault Luca de Meo reputava che non fosse plausibile tornare indietro verso il termico: &#8216;Immagina che nel 2026 uno arrivi e mi dica \u2018Oh, sapete la notizia? Abbiamo scherzato\u2019. Ma io ho messo 20 miliardi di euro su questa cosa, che faccio, li prendo e li cancello dal bilancio cos\u00ec?\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrebbe essere vero, certo, ma \u00e8 altrettanto vero che alcune case,\u00a0come l&#8217;americana Ford, sono disposte\u00a0<strong>a lasciare sul terreno cifre analoghe pur di ingranare la retromarcia rispetto ai precedenti piani di elettrificazione della gamma<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sensazione, insomma, \u00e8 che mentre tutti gli attori chiedevano\u00a0<strong>norme chiare in base alle quali stilare di conseguenza i propri piani industriali<\/strong>, anche il nuovo intervento della Commissione non abbia tracciato una direzione univoca, lasciando\u00a0<strong>troppi interrogativi sul tavolo<\/strong>. Tutto questo mentre in Cina e negli Stati Uniti, Xi Jinping e Donald Trump dettano con fermezza alle industrie\u00a0<em>roadmap<\/em>\u00a0ambiziose che guardano gi\u00e0 alla\u00a0guida autonoma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><br><br>12\/25,   WIRED<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/auto-elettrical-futuro-2035-commissione-europea\">https:\/\/www.wired.it\/article\/auto-elettrical-futuro-2035-commissione-europea<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa ne pensano gli stakeholder della nuova proposta della Commissione europea sul settore automobilistico? 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