Auto a benzina e diesel al tramonto: in Europa una nuova immatricolazione su cinque è elettrica. I dati Acea


Roma – Nonostante un mercato UE in contrazione (-3,9%), a gennaio 2026 le auto alla spina e le ibride segnano un sorpasso storico: i motori termici tradizionali scendono al 30% delle preferenze, mentre l’Italia trascina la crescita di plug-in e ibridi elettrici.

Il mercato automobilistico europeo apre il 2026 con un segnale ambivalente: se da un lato i volumi complessivi faticano a ripartire, dall’altro la transizione energetica accelera il passo in modo strutturale. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Acea (l’associazione dei costruttori europei), il mese di gennaio ha registrato un calo delle immatricolazioni del 3,9% rispetto all’anno precedente, segnando il secondo inizio d’anno consecutivo in territorio negativo. Tuttavia, la vera notizia risiede nel crollo verticale delle motorizzazioni tradizionali a favore delle nuove tecnologie. È quanto emerge dai dati Acea.


Il balzo delle auto “alla spina”

La quota di mercato delle auto elettriche a batteria (BEV) è balzata al 19,3%, un incremento significativo rispetto al 14,9% registrato nello stesso mese del 2025. Con 154.230 nuove unità consegnate, le elettriche pure si avvicinano alla soglia psicologica di una vettura su cinque venduta nell’Unione.

Il panorama continentale appare tuttavia a due velocità: la crescita è trainata dai risultati eccezionali di Francia (+52,1%) e Germania (+23,8%), mentre mercati storicamente maturi per l’elettrico come Belgio e Paesi Bassi hanno subito brusche frenate, rispettivamente del 11,5% e del 35,4%.


L’egemonia delle ibride e il “caso Italia”

Le auto ibride-elettriche (HEV) si confermano la scelta regina dei consumatori europei, conquistando il 38,6% del mercato con oltre 308mila unità. In questo segmento, l’Italia gioca un ruolo di primo piano con una crescita del 24,9%, seguita dalla Spagna (+9%).

Dati ancora più sorprendenti arrivano dal comparto delle ibride plug-in (PHEV). Nonostante rappresentino il 9,8% del totale UE, le vendite sono state letteralmente trascinate dal mercato italiano, che ha fatto registrare un incremento record del 134,2%, seguito dai forti rialzi di Spagna (+66,7%) e Germania (+23%). Questi numeri confermano come la neutralità tecnologica stia permettendo a diverse soluzioni elettrificate di consolidare la propria posizione durante il percorso di decarbonizzazione.


Il crollo dei motori termici

Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla crisi dei combustibili fossili. La quota di mercato combinata di benzina e diesel è scivolata al 30,1%, un calo drastico rispetto al 39,5% di soli dodici mesi fa.

Le immatricolazioni di auto a benzina sono letteralmente crollate del 28,2%, con la Francia che ha guidato il declino (-48,9%), tallonata dalla Germania e dall’Italia. Non va meglio al diesel, che prosegue la sua parabola discendente con un calo del 22,3%, riducendosi ormai a una nicchia che copre appena l’8,1% delle preferenze totali.

In sintesi, i dati Acea di gennaio 2026 delineano un mercato che, pur in sofferenza nei volumi totali, ha imboccato una strada senza ritorno: la progressiva e rapida sostituzione del motore a combustione interna con soluzioni elettrificate, con l’Italia che emerge come mercato chiave per la transizione dei modelli ibridi.



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