Auto elettriche e PHEV, l’Italia sempre agli ultimi posti: perché?


In Cina come in Europa le auto “a nuova energia”, anche dette NEV, stanno crescendo di mese in mese, l’Italia tuttavia resta fanalino di coda nel vecchio continente. Qual è il motivo?

Per NEV si intendono auto BEV (elettriche a batteria), PHEV (Plug-in Hybrid con ricarica via cavo) e EREV (Range Extender, sempre con ricarica via cavo). Nel 2025 la quota di mercato di queste auto ha raggiunto il 12,8% nel nostro Paese (più o meno divisa equamente tra BEV e PHEV, le EREV sono ancora a zero ma stanno arrivando…), nulla a che vedere con la media europea che è del 31,2%.


Perché compriamo poche auto elettriche?

Perché siamo ultimi in Europa, superati persino da un Paese “lento” come noi come la Spagna? E questo nonostante la spinta data alle PHEV di tutti gli sgravi fiscali a livello aziendale? Beh secondo il direttore generale di UNRAE, Andrea Cardinali, i motivi sono sostanzialmente due. Da una parte mancano incentivi seri da parte dello Stato, sia per l’acquisto che per la ricarica. Inoltre, la stessa rete di ricarica è considerata insufficiente. È vero che abbiamo già oltre 75.000 punti di ricarica, dice Cardinali, tuttavia siamo soltanto sedicesimi in Europa per densità della rete. Abbiamo 15,5 punti di ricarica ogni 100 km, mentre in UE siamo a 22,1 punti. La disparità tra nord e sud, poi, è quasi imbarazzante…

Tra mancanza di fiducia, di soldi e di curiosità

Noi aggiungeremmo anche qualche altro motivo: moltissime persone in Italia non hanno un punto di ricarica privato, oppure hanno difficoltà a installarlo nel proprio box condominiale (come ricaricare l’auto elettrica in condominio?). Inoltre, i prezzi di BEV, PHEV ed EREV non sono accessibili a tutti: tantissimi italiani sarebbero felicissimi con un’auto elettrica compatta per girare in città (ma non solo), risparmierebbero un sacco potendo ricaricare a casa, i prezzi di acquisto però tengono il pubblico “alla larga”. Infine, un pizzico di sana pigrizia, come di recente ha detto anche l’attore Pierfrancesco Favino: recepiamo le novità con estrema calma, molti non hanno voglia di informarsi e studiare una nuova tecnologia e preferiscono rimanere legati alla benzina o al diesel.

Parco circolante ultra vecchio

Tutti questi fattori messi insieme portano l’Italia ad avere un parco circolante tra i più vecchi d’Europa: le auto hanno in media 13 anni di vita, e questo significa inoltre che inquinano più delle auto nuove e sono meno sicure. Finché i prezzi delle auto NEV saranno più alti delle controparti termiche, e nel mondo ci sarà instabilità geopolitica e prezzi alle stelle in ogni settore, difficilmente gli italiani saranno spinti a fare “spese folli” per auto che richiedono un minimo di pianificazione per essere utilizzate. Le cose stanno sicuramente cambiando ma più lentamente di quanto ci si aspettasse…



6/26, everyeye.it (da: Quattroruote)

https://auto.everyeye.it/notizie/auto-elettriche-phev-italia-posti-perche-885290.html