Auto elettriche: vendite frenate dalla paura per l’invecchiamento delle batterie?

Cover: Magnific


Per quanto la tecnologia vada avanti a passo sostenuto, la batteria dell’auto elettrica è ancora il frano maggiore di chi sta ritardando il passaggio. Il problema principale è la perdita di efficienza sul lungo periodo


Quanto può durare davvero una batteria?

In Italia, nell’agosto 2026, la quota di mercato è stata del 6,4%, contro una media europea superiore al 20%. Uno studio aggiornato di Geotab, realizzato analizzando oltre 22.700 veicoli elettrici appartenenti a 21 modelli, ha rilevato un degrado medio della batteria del 2,3% all’anno. Il dato è superiore all’1,8% registrato nella precedente analisi del 2024, ma conferma comunque la buona resistenza degli accumulatori moderni nel corso della loro vita operativa.

La perdita di capacità non procede inoltre in modo perfettamente lineare. Nei primi 12 o 24 mesi il decadimento può essere più evidente, mentre successivamente tende a rallentare, prima di tornare ad accelerare nelle fasi più avanzate della vita dell’accumulatore. Sulla base dei valori medi riportati, una batteria può conservare circa il 90% della capacità iniziale dopo cinque anni, scendere intorno all’80% dopo dieci e arrivare a circa il 70% solo dopo quindici anni.

Tutto dipende dall’uso ovviamente: la ricarica (lo ricordiamo) ha un peso importante. L’impiego frequente delle colonnine rapide sottopone le celle a maggiore stress, così come le temperature estreme e i lunghi periodi trascorsi con una carica molto alta o molto bassa. Nelle condizioni climatiche più calde il decadimento risulta inoltre mediamente più rapido rispetto ai climi miti.

Sulle differenti chimiche delle batterie vi abbiamo preparato un piccolo opuscolo tempo fa, ma (per esempio) le batterie al litio-ferro-fosfato hanno mostrato nei test una maggiore resistenza ai cicli di carica e scarica rispetto alle celle al nichel-manganese-cobalto, anche se il risultato finale dipende sempre dall’utilizzo concreto della vettura.


La tecnologia corre

Nel complesso, salvo casi particolari di guasti prematuri, l’accumulatore può accompagnare l’auto per gran parte della sua vita utile. Anche se una batteria perde il 30% della sua capacità (dopo molti anno si intende) ciò non rende l’auto da buttare: quando una batteria è “finita” i segnali sono altri e il sistema lo segnala in ogni caso (la partita dell’automotive non è tra Cina e Europa e Stati Uniti, ma tra Cina e India).

Le nuove generazioni di auto elettriche poi vanno a migliorare sensibilmente autonomia, prestazioni e velocità di ricarica. Il rischio per chi acquista oggi non è quindi necessariamente ritrovarsi tra dieci anni con una batteria inutilizzabile, al massimo possedere un’auto perfettamente ma tecnologicamente superata rispetto ai modelli più recenti.



9/26, everyeye.it

https://auto.everyeye.it/notizie/auto-elettriche-vendite-frenate-paura-invecchiamento-batterie-898705.html