
1. Introduzione: l’auto cambia anima
C’era una volta l’auto. O meglio: c’era una volta l’auto come la conoscevamo, fatta soprattutto di meccanica, cavalli e cilindri. No, non è un’affermazione di “plastica” ma lo stato de facto dell’industria dell’auto.
AlCES 2026 (6-9 gennaio 2026) il messaggio è chiaro: la vettura resta al centro, ma cambia pelle. Diventa una piattaforma digitale che si aggiorna, conversa, impara e si integra con servizi e infrastrutture.
Se l’elettrico è la direzione (al netto delle tempistiche e dei mercati), la vera partita dei prossimi anni si gioca su software, potenza di calcolo e intelligenza “a bordo”. Non solo nel cockpit, con assistenti vocali sempre più naturali, ma anche fuori dall’abitacolo: fabbriche popolate da robot, logistica autonoma, mappe che diventano sensori. È l’inizio dell’era dell’“intelligenza fisica”.
A Las Vegas si sono visti i veicoli software-defined, in cui le funzioni principali sono determinate dal codice più che dall’hardware. Ma anche la Physical AI, l’intelligenza artificiale che prende forma nel mondo reale attraverso robot, sensori e sistemi autonomi: dalle linee di produzione fino, in prospettiva, ai servizi di mobilità. In questo quadro Hyundai è stata tra i protagonisti, portando sul palco l’evoluzione della propria strategia nella robotica con un robot umanoide firmato Boston Dynamics.
Su questa cornice si sono mosse le strategie dei principali gruppi e fornitori: Bmw, Hyundai–Boston Dynamics, Mercedes-Benz, Sony Honda Mobility, Bosch, Qualcomm, HERE, Valeo, PTC/Lamborghini e Kodiak AI. Ecco le novità più interessanti.

2. Bmw: l’iX3 e l’auto che conversa
Per Bmw, il CES 2026 è il palcoscenico dell’iX3, primo modello della Neue Klasse a portare in produzione una grande novità tecnologica: il Bmw Intelligent Personal Assistant potenziato da Alexa+.
Nel comunicato ufficiale Bmw spiega che l’iX3 è il primo veicolo di serie a integrare Alexa+, la versione generativa dell’assistente Amazon, capace di dialoghi naturali e contestuali ben oltre i classici comandi vocali. La tecnologia alla base è un Large Language Model (LLM), cioè un modello di intelligenza artificiale generativa in grado di comprendere il linguaggio e formulare risposte articolate. A partire dalla seconda metà del 2026, la novità sarà introdotta gradualmente in Germania e USA su tutti i modelli della Casa con Bmw Operating System 9 e X. Questo sistema operativo consentirà di usufruire di applicazioni dedicate all’intrattenimento a 360°: musica, film, videogiochi ma anche app di lavoro come Zoom.

Sul fronte dell’interfaccia, le informazioni di guida principali salgono sul parabrezza grazie al Panoramic iDrive, con l’obiettivo di mantenere le mani sul volante e lo sguardo sulla strada, riducendo le distrazioni visive. La Casa ribadisce infine la filosofia “in evoluzione”: aggiornamenti over-the-air, nuove funzioni software e servizi digitali diventano parte della vita dell’auto, avvicinando il concetto di vettura a quello di dispositivo connesso.

Bmw sottolinea che questa generazione di veicoli è progettata per evolvere nel tempo. Nuove funzioni software, servizi digitali e aggiornamenti over‑the‑air diventeranno parte della normale vita dell’auto, avvicinando il concetto di vettura a quello di dispositivo connesso.

3. Hyundai & Boston Dynamics: l’era dei robot
Hyundai al CES 2026 ha definito il suo concetto di Physical AI (AI fisica): tecnologie che raccolgono dati attraverso hardware e prendono decisioni autonome nel mondo reale. Un approccio che include robotica, smart factory e guida autonoma, alimentando un ciclo continuo: dati reali → apprendimento AI → applicazione su prodotti → miglioramento.
Il Gruppo coreano ha utilizzato il palcoscenico di Las Vegas per dettagliare la propria AI Robotics Strategy, centrata su un ecosistema di Group Value Network che integra robotica, produzione e AI generativa. Il protagonista assoluto sul palco è il nuovo Atlas di Boston Dynamics, versione completamente elettrica del robot umanoide.
Hyundai, nella nota ufficiale, indica l’obiettivo di avviare la produzione di massa di Atlas da impiegare nei propri stabilimenti a partire dal Metaplant in Georgia (USA). La Casa punta a circa 30.000 Atlas l’anno dal 2028, inizialmente per compiti come il sequencing delle parti, per arrivare entro il 2030 ad attività più ripetitive, pesanti e complesse, inclusi compiti di assembly. Secondo la compagnia coreana umani e robot sono co-worker; con gli umanoidi che sono pensati per assistere e collaborare con le persone, a partire dalle fabbriche.
Sul piano tecnico Atlas dispone di 56 gradi di libertà, articolazioni a rotazione completa e mani in scala umana con sensori tattili, pensate per manipolare oggetti in contesti industriali reali. Boston Dynamics annuncia inoltre una partnership con Google DeepMind per combinare la propria “athletic intelligence” con sofisticati modelli di apprendimento, segno che la frontiera si sposta verso robot capaci di apprendere rapidamente nuovi compiti.

4. Mercedes: suv elettrico e piattaforma digitale
Sul fronte prodotto, una delle novità più rilevanti è la GLC Electric di Mercedes. Il suv offre fino a 483 cv con doppio motore e un’autonomia che può arrivare a oltre 700 km WLTP. L’architettura a 800 V consente le ricariche rapide. All’interno, il sistema MBUX Hyperscreen e i servizi connessi puntano forte su aggiornamenti OTA, servizi in abbonamento e funzioni di guida assistita avanzata sviluppate insieme a partner come NVIDIA.

Un’altra novità è sistema di assistenza alla guida MB. DRIVE ASSIST PRO. Già disponibile in Cina dalla fine dell’anno scorso, arriverà anche negli Stati Uniti e costerà 3.950 dollari per tre anni. I clienti potranno anche scegliere abbonamenti mensili o annuali, ma i prezzi verranno comunicati più avanti.
Il sistema permette all’auto di guidare da un parcheggio fino alla destinazione, attraversando incroci cittadini, effettuando svolte e rispettando i semafori. È destinato a competere con Tesla, l’unica casa automobilistica che offre un prodotto simile negli Stati Uniti, chiamato Full Self-Driving (FSD). Si avvale di circa 30 sensori, tra cui 10 telecamere, 5 sensori radar e 12 sensori a ultrasuoni. Tutti questi sensori forniscono dati grezzi a un supercomputer estremamente potente, in grado di raggiungere fino a 508 TOPS. . . . .
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