Crescita della mobilità elettrica in Europa: panorama a due velocità. I dati Acea del 2026


Nei primi sei mesi del 2026 le auto elettriche hanno superato il 32% delle immatricolazioni europee, ma è un panorama che cambia a velocità diverse – in Norvegia il motore endotermico è ormai un’eccezione statistica.

L’analisi di Tradingpedia sui dati Acea fotografa una transizione che procede in modo profondamente diverso da un mercato all’altro Quando si parla di crescita delle immatricolazioni di auto elettriche in Europa, la Norvegia è sempre in cima alla classifica: nella prima metà del 2026, infatti, il 98,29% delle auto nuove immatricolate nel paese nordico era elettrico, tra batteria pura e ibrido plug-in. È un dato che, secondo l’analisi di Tradingpedia basata sui numeri dell’Associazione dei costruttori automobilistici europei (Acea), rende il mercato norvegese l’unico del continente ad aver di fatto completato la conversione dal motore a combustione.

Il resto d’Europa si muove su un piano diverso. Ibridi ed elettrici insieme rappresentano ormai i due terzi delle nuove immatricolazioni, ma la composizione interna di questo blocco e il ritmo con cui cambia da paese a paese, racconta una transizione tutt’altro che uniforme. I numeri del mercato europeo Sul totale del semestre, le auto ibride (Hev) restano la categoria più venduta, con 2,67 milioni di unità e una quota del 36,9%, secondo i dati Acea.

Le elettriche, Bev e plug-in insieme, si fermano al 32,5% del mercato (2,35 milioni di unità), in crescita del 31,70% sullo stesso periodo del 2025. Benzina e diesel arretrano rispettivamente al 22% e al 6,5%. Scomponendo il dato elettrico, le Bev pure crescono del 35,13% e raggiungono 1,61 milioni di unità, mentre le plug-in hybrid segnano un +24,85% a 742.411 pezzi. La Germania resta il primo mercato per volumi assoluti, con 531.799 veicoli elettrici venduti (+37,19% su base annua): un risultato che per la prima volta supera le immatricolazioni a motore termico, ferme a 518.237 unità. Nord Europa maturo, Est e Sud in accelerazione Oltre alla Norvegia, Danimarca (80,58%), Svezia (66,08%) e Islanda (63,74%) confermano il Nord del continente come l’area più elettrificata.

Sono mercati dove l’infrastruttura di ricarica è diffusa da anni e le politiche fiscali orientano da tempo la domanda verso l’elettrico. Il segnale più interessante arriva però da mercati più piccoli e meno maturi. La Croazia registra la crescita più marcata d’Europa, con le immatricolazioni elettriche combinate in aumento del 204,89% e le sole Bev in crescita del 349,75%, pur partendo da una quota di mercato ancora contenuta, il 10,16%. Slovenia (+98,61%) e Bulgaria (+91,67%) seguono a ruota, con ritmi più che doppi rispetto all’anno precedente.

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9/26, greeplanner