Ecco cosa manca davvero al nuovo Codice della Strada

Ecco cosa manca davvero al nuovo Codice della Strada


Il 13 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema del nuovo Codice della Strada, che dovrebbe entrare in vigore nel 2028. Ci sono le moto in corsia d’emergenza, le targhe personalizzate, gli autisti di autobus fino a 70 anni. E, per una volta, ci sono anche i pedoni


Come abbiamo raccontato altrove, prima di impegnare le strisce chi va a piedi dovrà fermarsi e verificare che i conducenti in arrivo lo abbiano visto e siano pronti a lasciarlo passare. Mentre attraversa dovrà evitare movimenti improvvisi e cambi di direzione non necessari. Fuori dai centri abitati, sulle strade senza illuminazione, chi cammina in carreggiata dovrà rendersi visibile con giubbotto o bretelle retroriflettenti, oppure con una luce arancione: chi non lo fa rischia da 40 a 160 euro.

Dove il marciapiede manca o non è praticabile si cammina sul margine della carreggiata: fuori città, sulle strade a doppio senso, quello opposto al senso di marcia dei veicoli. Di notte si va in fila indiana, ed è vietato sostare in gruppo intralciando gli altri. Il divieto di usare lo smartphone durante l’attraversamento, ipotizzato nelle bozze, è stato invece tolto dal testo. Agli automobilisti resta l’obbligo di fermarsi per chi è sulle strisce o nelle immediate vicinanze.

Un passo avanti, ma timido. Il pedone continua a muoversi sulle proprie gambe, non paga il bollo, non ha una targa e pretende pure di arrivare dall’altra parte. Per colmare la lacuna abbiamo scritto noi le norme che il legislatore ha dimenticato. Le mettiamo a disposizione del ministero, gratis, come contributo alla sicurezza stradale.


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In assenza di strisce, decide il dado 🎲

Se mancano strisce, sottopassi o sovrappassi, oppure se le strisce distano almeno 100 metri, il pedone tira un dado. Se esce un numero pari, passa. Altrimenti aspetta due turni. Il dado dovrà essere omologato e munito di contrassegno, come i cicli a propulsione. Il pedone che tira due volte dispari di fila potrà chiedere un passaggio a un automobilista, che ha facoltà di rifiutare.

Le sanzioni: punti dalle scarpe 👟

Chi attraversa col dispari, o comunque nel modo sbagliato, paga 100 euro di multa e perde due punti dalle scarpe. Il primo caso documentato è già agli atti: un pedone che portava il 43 oggi porta il 41. Ha presentato ricorso al giudice di pace, ma la patente a punti delle calzature non prevede sconti. Al prossimo errore rischia il 39 e il ritiro dei lacci. A zero punti si cammina scalzi, e si rifà l’esame.

Attraversamenti rialzati: si saltella 🚷

Se le strisce si trovano su un attraversamento rialzato, il pedone dovrà saltellare evitando le parti bianche, come da bambino sulle mattonelle. Chi pesta il bianco perde due taglie dai pantaloni. Combinata con la decurtazione delle scarpe, la norma produrrà in pochi anni una generazione di pedoni più bassi, più agili e del tutto invisibili agli automobilisti. Che, a quel punto, avranno finalmente ragione a dire che non li hanno visti.

L’obbligo di maglietta 👕

Durante l’attraversamento il pedone dovrà indossare una maglietta con la scritta «Scusate se mi muovo camminando». Caratteri ben leggibili, tessuto rifrangente, da portare sopra la giacca anche d’inverno. Sulla schiena, facoltativo, il numero di taglie già perse, così l’automobilista capisce subito con chi ha a che fare e regola la velocità di conseguenza.

Per i bambini la maglietta non basta: sono piccoli e si vedono poco. Dovranno quindi essere verniciati con vernice fluorescente, atossica e omologata, per essere visibili anche al buio. Il ministero valuta colori diversi per fascia d’età, così l’automobilista capisce a colpo d’occhio se sta per investire un asilo o una scuola media.

La pila di mattoni 🧱

Accanto agli attraversamenti più frequentati sorgerà una pila di mattoni. Il pedone prende un mattone, attraversa e lo ripone sulla pila dall’altra parte. Nessun costo per le casse pubbliche, nessuna infrastruttura da progettare. La ratio è semplice: con un mattone in mano, gli automobilisti si fermano di sicuro.

Le cappelle votive 🛐

Chi arriva vivo dall’altra parte dovrà recitare un’Ave Maria per ringraziare della grazia ricevuta. Per questo tutti gli attraversamenti pedonali saranno dotati di una cappella votiva con inginocchiatoio, dove recitarla a voce alta senza intralciare la circolazione. Le pareti si riempiranno presto di ex voto: scarpe del 39, pantaloni rimasti senza gambe, magliette rifrangenti incorniciate. Per gli attraversamenti di statali, tangenziali e rotonde di periferia è previsto il rosario completo. I non credenti e chi professa religioni diverse non potranno attraversare la strada. Resteranno sul marciapiede di partenza nell’attesa del battesimo.


Il secondo decreto

Non è finita. In un secondo decreto arriveranno bollo, assicurazione e targa anche per i pedoni. Il bollo sarà calcolato sulla cilindrata delle gambe: chi cammina veloce paga di più, chi zoppica gode di un’esenzione parziale. L’assicurazione coprirà i danni che il pedone può causare alle auto durante gli investimenti, a cominciare dai paraurti ammaccati e le fastidiose macchie di sangue sulla carrozzeria .

Sarà introdotta una patente a punti anche per il pedone. Per camminare bisognerà aver superato l’esame: teoria con quiz a crocette e pratica su un attraversamento di prova, con l’esaminatore in auto che arriva a 70 all’ora che potrebbe fermarsi davanti all’attraversamento, oppure no. I ministeriali stanno cercando di risolvere l’inconveniente tecnico. Di solito si comincia a camminare prima di saper parlare, e l’orale diventa complicato.

Il ministero ha già la soluzione: l’esame in lingua dei vagiti. Un vagito vale «vero», due vagiti «falso», il pianto ininterrotto viene registrato come ricorso. Fino al superamento il bambino circola con il foglio rosa pedonale, accompagnato da un adulto patentato da almeno dieci anni. Chi muove i primi passi senza documenti si vedrà sequestrare il girello. Per i casi più gravi resta il fermo amministrativo del passeggino.

Il ministero ha detto di voler aumentare la sicurezza di tutti gli utenti della strada ma è evidente che ha lasciato le cose a metà.

Non ci resta che buttarla sul ridere, perché un testo così anacronistico non si riesce a prenderlo sul serio. Soprattutto adesso, con la benzina alle stelle e i camionisti in piazza contro il caro carburanti. In un momento così, il Codice trova il tempo di fare la morale proprio a chi la benzina non la usa: a chi va a piedi.


10/26, BIKEITALIA

https://www.bikeitalia.it/2026/10/22/ecco-cosa-manca-davvero-al-nuovo-codice-della-strada