Emissioni auto: Ue pronta a ridurre quota delle auto elettriche all’80%?

Francia e Germania stanno cercando un accordo a livello industriale per salvare l’industria auto europea dalla forza della Cina. Potrebbe ridursi all’80% la quota delle auto elettriche al 2035


Quota auto elettriche, Ue potrebbe fare un altro passo indietro

Metti una sera a cena il Presidente francese Macron, il ceo di Volkswagen Blume, quello di Renault Provost, insieme al Presidente di Stellantis John Elkann e il Ceo Filosa ed avrai tutta l’automotive europea che conta a decidere il da farsi. Cosa? Le sorti della più importante industria pesante del Continente, seriamente minacciata dall’esportazione massiccia di auto cinesi e dalle indecisioni continue della politica di Bruxelles.

Parigi, città degli accordi

Galeotto fu il Salone dell’Auto di Parigi 2026, dove la sera prima dell’avvio della manifestazione, Blume ha tenuto un discorso sul futuro del suo Gruppo (il più grande d’Europa), poi la cena all’Eliseo dei vertici automobilistici, infine la visita di Macron, Elkann e Filosa al Salone presso il mega stand Stellantis. Insomma, più indizi fanno una prova dicono gli investigatori, d’altronde Renault, VW e Stellantis insieme producono oltre il 60% delle auto europee.

Infatti rumors battenti riportati da alcuni quotidiani evidenziano che i due paesi leader nella costruzione di automobili – Francia e Germania – abbiano trovato un accordo che sblocchi la situazione di stallo in Europa. Due dossier di vitale importanza per l’industria, frutto di un vero e proprio baratto politico-industriale.

Ue abbassa il tetto all’80%?

Questa è la vera notizia. Se la Francia, avanti nella produzione di auto elettriche e con una discreta diffusione per le strade, accettasse di allentare fino all’80% (ora è al 90%, prima ancora era al 100%) i vincoli sulle emissioni di CO2 delle auto al 2035, allora la Germania sarebbe pronta a dare il via libera alla richiesta europea di mettere il bollino Made in Eu sui veicoli prodotti in Europa e con componenti fabbricati in Europa. Bruxelles in cambio concederebbe quei sussidi pubblici, di cui l’industria avrebbe bisogno. Secondo quanto risulta da diversi analisti, tra cui il giornale Politico Europe, resterebbero da definire soltanto pochi dettagli tecnici. L’annuncio sarebbe prossimo.

Infatti il Commissario europeo per l’Industria, Stéphane Séjourné, durante il POLITICO’s Competitiveness Summit a Parigi ha considerato che il compromesso tra Francia e Germania (dell’Italia non c’è traccia) consentirebbe di superare l’attuale stallo politico, in particolare all’interno del Parlamento Europeo, accelerando l’approvazione delle nuove normative sulle filiere e sul Made in Europe. L’obiettivo, ovviamente, è difendere la competitività dell’industria automotive dell’Unione di fronte alla forte espansione dei costruttori cinesi. Cinesi, a cui è stato già chiesto di dimezzare le esportazioni in Europa di ibride e plug-in.

Quota auto elettriche: la Cina all’attacco

Ma la Cina non sta certo a guardare. Anzi, la velocità con cui prendono decisioni e le mettono in pratica sembra già scavalcare eventuali limiti alla produzione interna al Continente europeo. Come? Le case automobilistiche cinesi stanno già costruendo stabilimenti e catene di approvvigionamento in Europa, scavalcando i limiti e dazi che ci sarebbero. In questo modo costruirebbero localmente, quindi offrendo lavoro agli europei, ma rafforzando la loro presenza nel continente con i loro marchi. Sarebbe però, una competizione ad armi pari, nel senso che gli stipendi europei non sono quelli cinesi, quindi i costi sarebbero proporzionati.

Potenza di fuoco senza precedenti

Un esempio concreto. “Ci impegniamo a sviluppare la nostra capacità produttiva locale e ad esplorare le opportunità presenti in questa zona”, ha dichiarato Changan Automobile al Salone dell’Auto di Parigi che prevede di produrre 180.000 auto all’anno in Europa entro il 2028 e 350.000 entro il 2030. Già nel 2027 dovrebbe essere pronto il primo veicolo in Europa, anche prima che entrino in vigore i requisiti UE in materia di contenuto locale.

Autogoal dell’Europa

Se tutto questo fosse reale, cioè se Bruxelles accettasse di ridurre all’80% la quota di auto elettriche al 2035 e quindi di ridurre anche le emissioni climalteranti e inquinanti, sarebbe veramente un altro segnale di quanto l’istituzione che riunisce i 27 Paesi membri, sia incapace di compiere scelte lungimiranti, non sia in grado di sostenere gli obiettivi prefissati, non sia abile a guidare l’economia dei Paesi e quindi i suoi abitanti.



10/26, Rinnovabili

https://www.rinnovabili.it/mobilita/automotive/quota-auto-elettriche-ue-pronta-a-portarla-all80/