
Per le aziende italiane l’auto elettrica non è più soltanto una scelta ambientale, ma sempre più una questione di costi. Può infatti consentire risparmi fino a 170 euro mensili. Secondo l’Ayvens Car Cost Index 2026, nei segmenti più diffusi il costo totale di utilizzo (TCO) delle vetture elettriche è ormai inferiore a quello di benzina, diesel e ibride plug-in. L’hanno già capito il fleet manager europei che stanno accelerando la decarbonizzazione, mentre l’Italia continua a procedere a un ritmo più lento rispetto ai Paesi più avanzati.
Il TCO premia ormai le auto elettriche
Lo studio di Ayvens, realizzato su 30 Paesi europei, prende in considerazione tutti i costi sostenuti durante la vita del veicolo: svalutazione, interessi, manutenzione, riparazioni, pneumatici, energia o carburante, assicurazione e fiscalità. L’analisi considera un utilizzo di quattro anni con una percorrenza annua di 30.000 chilometri, offrendo così un confronto omogeneo tra le diverse alimentazioni.
In Italia il risultato è ormai netto soprattutto nei segmenti più diffusi. Nel segmento compact il full electric registra un costo medio mensile di 858 euro, contro 908 euro della benzina, 912 euro dell’ibrido plug-in e 1.032 euro del diesel. Per una flotta aziendale significa risparmiare oltre 170 euro al mese rispetto a un diesel equivalente.
Anche nel segmento mid-size il vantaggio rimane a favore dell’elettrico, con un costo medio di 969 euro al mese, inferiore a diesel (994 euro), benzina (1.032 euro) e plug-in hybrid (1.035 euro).
Persino tra le utilitarie il divario si è quasi azzerato: 736 euro al mese per una vettura elettrica contro 732 euro per quella a benzina. Una differenza di appena quattro euro che mostra come la parità economica sia ormai molto vicina anche nelle categorie d’ingresso.
Non conta solo il prezzo di acquisto
Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda la composizione del Total Cost of Ownership. Per le auto elettriche la voce più pesante resta la svalutazione, che rappresenta in media il 46% del costo totale.
Questo maggiore peso viene però compensato dai costi energetici, che incidono soltanto per il 12% del TCO. Per le auto a benzina e diesel, invece, il carburante continua a rappresentare una quota molto più elevata della spesa complessiva, rispettivamente 26% e 22%.
Il messaggio è chiaro: limitarsi a confrontare il prezzo di listino o il canone di noleggio rischia di fornire un’immagine incompleta. Per chi gestisce una flotta aziendale è il costo complessivo di esercizio lungo tutto il ciclo di vita del veicolo a determinare la reale convenienza.
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8/26, vaielettrico
