
Il colosso cinese dell’auto è in trattativa con Ford per utilizzare i suoi impianti europei e produrre veicoli elettrici destinati al mercato del Vecchio Continente. In cambio, la casa americana avrà accesso alle avanzate tecnologie di guida assistita sviluppate da Geely
Sembra che Geely e Ford stiano negoziando un accordo di partnership che vedrebbe il colosso cinese utilizzare gli stabilimenti produttivi europei dell’Ovale Blu per assemblare veicoli destinati al Vecchio Continente. L’inidiscrezione, anticipata da Reuters e confermata da molteplici fonti nel settore, rappresenterebbe una risposta concreta alle barriere commerciali imposte dall’Unione Europea sulle auto elettriche prodotte in Cina.

I dettagli della trattativa tra i due giganti dell’auto
Secondo quanto emerso, le discussioni tra Geely e Ford sarebbero in corso da diversi mesi e avrebbero registrato un’accelerazione significativa nelle ultime settimane. Una delegazione della dirigenza Ford si sarebbe recata in Cina proprio in questi giorni per intensificare i colloqui, dopo che la scorsa settimana alcuni vertici di Geely avrebbero incontrato i leader di Ford in Michigan.
L’impianto prescelto per ospitare la produzione dei veicoli Geely dovrebbe essere quello di Valencia, in Spagna. Si tratta di uno degli stabilimenti più importanti per l’Ovale Blu al di fuori degli Stati Uniti, con una capacità produttiva di 450.000 veicoli all’anno e dove operano circa 8.000 dipendenti. La scelta non sarebbe casuale: la Spagna offre vantaggi logistici strategici per il mercato europeo e, negli ultimi anni, Ford aveva già annunciato l’intenzione di convertire progressivamente l’impianto valenciano alla produzione di veicoli elettrici.
Cosa c’è dietro l’accordo?
Il cuore della questione risiede nella complessa situazione tariffaria che ha investito le auto elettriche cinesi in Europa. Dall’ottobre 2024, l’Unione Europea ha imposto dazi aggiuntivi — dal 17 al 35,3% a seconda del produttore — da sommare alla tariffa standard del 10% già applicata alle auto importate dalla Repubblica Popolare. Geely, nello specifico, si trova a dover fronteggiare una tassa addizionale del 18,8%, che rende meno competitive le sue vetture elettriche sul mercato europeo.
La Commissione Europea ha giustificato questi provvedimenti con la necessità di contrastare i sussidi statali di cui beneficerebbe l’industria automobilistica cinese, creando una concorrenza considerata sleale. Tuttavia, produrre direttamente sul territorio europeo consentirebbe a Geely di aggirare completamente queste barriere doganali, rendendo i suoi veicoli immediatamente più competitivi in termini di prezzo.

Tecnologia in cambio di capacità produttiva
L’accordo non sarebbe a senso unico. In cambio dell’utilizzo degli spazi produttivi europei di Ford, Geely metterebbe a disposizione della casa americana le sue avanzate tecnologie di guida assistita. Il gruppo cinese possiede infatti Afari Technology (conosciuta anche come Qianli Technology), un’azienda specializzata nello sviluppo di sistemi ADAS che ha recentemente presentato il sistema G-ASD di nuova generazione.
Questo sistema utilizza il World Action Model (WAM), un modello comportamentale avanzato con capacità di auto-riflessione ed evoluzione. Le vetture equipaggiate con G-ASD possono gestire autonomamente una vasta gamma di funzioni, dalla navigazione in parcheggi multipiano al riconoscimento di caselli autostradali e cancelli dei parcheggi. Tra l’altro il sistema ha già debuttato, ad esempio, sul modello Lynk & Co 900. . . .
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