Guida autonoma, lo sviluppo trainato dall’AI

Il futuro della mobilità registrerà una presenza crescente dei sistemi d’intelligenza artificiale, che caratterizzeranno le auto a guida autonoma e trova già oggi un mezzo ideale nei veicoli elettrici. Dai robotaxi ai sistemi ADAS, ecco dove l’AI entra in gioco e i piani dell’UE per la competitività del settore auto europeo


L’intelligenza artificiale permea lo sviluppo della guida autonoma


L’intelligenza artificiale permea lo sviluppo della guida autonoma, su cui si registra un interesse crescente da parte dell’industria auto mondiale. Anche se ci vorrà ancora del tempo per arrivare ad auto completamente autonome (livello 5), i robotaxi (livello 4) “sono già operativi commercialmente in oltre 20 città in tutto il mondo”, rileva IEA, ricordando che i sistemi di guida automatizzata non si limitano alle auto a guida autonoma. Essi stanno conoscendo un importante sviluppo anche sotto forma di sistemi ADAS, che già oggi costituisce un terzo del valore del mercato connected car italiano.

L’IA è già ampiamente utilizzata e ha un impatto significativo sul settore, spaziando dall’ottimizzazione dei percorsi ai sistemi avanzati di assistenza alla guida. Le tecnologie automatizzate di trasporto e mobilità basate sull’artificial intelligence “si stanno diffondendo rapidamente in tutti i modi di trasporto”, ricorda la Commissione Europea.

L’AI guarda con favore ai veicoli elettrici

L’evoluzione tecnologica trainata dall’AI trova nei veicoli elettrici la loro ideale destinazione. Questa vocazione sarà favorita dal loro sviluppo, previsto in decisa crescita. La stessa IEA prevede che entro il 2035, la flotta di EV di tutte le tipologie, eccettuati i mezzi a due e a tre ruote, supererà i 450 milioni a livello globale nello scenario delle politiche attuali. Si tratta di un volume cinque volte più ampio rispetto al 2025. Le aziende si stanno preparando, quindi, per la mobilità del futuro, secondo la logica CASE (Connected, Autonomous, Shared, Electric).

L’intelligenza artificiale e il suo ruolo nel futuro della mobilità

Il legame tra intelligenza artificiale e mobilità elettrica è illustrato nel Global EV Outlook 2026. I progressi nell’AI e nella potenza di calcolo “stanno avvantaggiando in modo sproporzionato i veicoli elettrici, in particolare sulla guida automatizzata (di cui la guida autonoma è il modello più avanzato) e sul controllo integrato del veicolo”. Sensori e chip s’integrano perfettamente con l’alimentazione delle batterie dei veicoli elettrici. Seppure i vantaggi dell’intelligenza artificiale non siano esclusivi degli EV, i veicoli elettrici possono beneficiare maggiormente dell’adozione dell’AI sotto più punti di vista.


Auto a guida autonoma scansiona per la sicurezza


Tramite intelligenza artificiale sarà possibile prevedere i carichi della rete, gli arrivi e le partenze dei veicoli elettrici, ma anche la produzione da fonti rinnovabili e i prezzi dell’energia elettrica. Queste previsioni vengono poi utilizzate dagli aggregatori per impostare e ottimizzare i programmi di ricarica per i singoli EV. Affidarsi all’ottimizzazione dei programmi di ricarica da parte di terzi consentirà ai proprietari di mezzi elettrici di

  • partecipare indirettamente ai mercati dei prezzi e dei servizi ancillari in tempo reale,
  • di contribuire al bilanciamento della rete locale, riducendo i costi di ricarica.

Il beneficio derivante dal coordinamento della ricarica potenziato dall’intelligenza artificiale aumenterà ulteriormente con le potenzialità offerte dal vehicle-to-grid.


Robotaxi, anello di congiunzione tra AI e guida autonoma

C’è poi un fattore che lega l’AI e veicoli elettrici alla guida autonoma: i robotaxi, considerati tra le applicazioni più importanti della guida autonoma. Tutti i servizi di robotaxi commerciali attualmente in funzione utilizzano esclusivamente EV.

Lo sviluppo di questi veicoli tecnologicamente avanzati è dato in significativo aumento, specie negli Stati Uniti e in Cina. Goldman Sachs Research prevede che il loro numero aumenterà nei prossimi anni negli USA, in quanto i principali operatori di veicoli a guida autonoma “ridurranno i costi e amplieranno le proprie attività”. Se oggi più di 1500 robotaxi operano commercialmente in cinque città americane, si stima che questo numero salirà a circa 35mila entro il 2030.

La Cina recita il ruolo di assoluta protagonista del mercato dei robotaxi. BCG stima, da qui al 2035, che la flotta di robotaxi raggiungerà circa 850mila veicoli nello scenario di base contro i circa 350mila previsti negli States.


I piani per la competitività del settore auto UE

In tutto questo scenario, dove guida autonoma, AI e mobilità elettrica si intrecciano, l’Europa deve cercare di recuperare terreno. Ne va della competitività e della stessa sopravvivenza dell’industria automobilistica europea, che dà lavoro a 13,8 milioni di persone, pari al 6,1% dell’occupazione totale UE e contribuisce per circa mille miliardi di euro al PIL. Il settore, inoltre, rappresenta il principale investitore privato in ricerca e sviluppo.

Di questo è consapevole la Commissione UE. In occasione della presentazione del pacchetto sulla sovranità tecnologica europea, è stato riconosciuto che, per

  • colmare il divario negli investimenti,
  • superare gli ostacoli alla crescita delle imprese
  • affrontare la carenza di competenze,

l’Europa deve rafforzare la propria capacità di sviluppare, implementare e gestire le tecnologie critiche.

Ciò riguarda l’intera filiera dell’innovazione, dalla progettazione e produzione di semiconduttori avanzati alle infrastrutture cloud, dall’intelligenza artificiale alle altre tecnologie digitali. Questo sforzo dovrà interessare tutti i settori dell’economia e della società, compreso quello della mobilità.


scansione con i sensori di un auto a giuda autonoma


Come ha ricordato di recente Maria Cristina Galassi policy officer della Commissione Europea, l’UE è attiva nello sviluppo dell’Automotive Action Plan, che costituisce una componente fondamentale del Piano d’azione industriale per il settore automobilistico europeo.

Parallelamente, la Commissione sta lavorando alla definizione di una strategia dedicata al futuro e all’applicazione dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di promuoverne lo sviluppo e l’integrazione nei diversi settori strategici.


I prossimi passi a livello europeo

La recente Strategia UE per l’AI applicata riporta che, per sostenere la politica che mette l’intelligenza artificiale al primo posto nel settore della mobilità, la Commissione europea:

  1. sfrutterà (a partire dal secondo trimestre 2026) fabbriche e gigafactory di intelligenza artificiale per accelerare lo sviluppo di modelli AI innovativi e di piattaforme software comuni per i sistemi di guida automatizzata e di gestione dei veicoli nell’ambito dell’Alleanza europea per i veicoli connessi e autonomi;
  2. avvierà, tra ottobre e dicembre di quest’anno, un’iniziativa che coinvolga città impegnate in progetti ambiziosi di guida autonoma (Autonomous Drive Ambition Cities), per accelerare la diffusione di servizi operativi, in collaborazione con fornitori europei, nell’ambito dei banchi di prova transfrontalieri su larga scala annunciati nel piano d’azione per il settore auto. Basandosi sulle raccomandazioni formulate dall’Alleanza europea per i veicoli connessi e autonomi, ci si concentrerà sui veicoli a guida autonoma basati sull’AI (veicoli robot) e sul pendolarismo autonomo nelle città.

Tutto questo verrà sviluppato tenendo ben presente le sfide da affrontare, di sicurezza funzionale e di cybersecurity. Richiederà lo sviluppo di una filiera europea, in vari comparti, tra cui quello dei semiconduttori. I veicoli moderni dipendono già da centinaia di microchip; i veicoli a guida autonoma ne richiedono molti di più. Nasce anche per questo il Chips Act 2.0, parte del pacchetto sulla sovranità tecnologica europea.



7/26, Elettrico Magazine