Guida autonoma, test a Milano con il nodo privacy

Parte la sperimentazione su strada dei veicoli autonomi di livello 4 e 5, dai robotaxi alle navette per ospedali e scuole. Dubbi sul tema riservatezza


Privacy e sicurezza, la sfida non può fermare l’innovazione

L’automobile è già oggi un oggetto sempre più connesso. Con la guida autonoma questo processo compie un ulteriore salto e rende indispensabile stabilire con precisione chi raccoglie i dati, per quale motivo, per quanto tempo vengono conservati e chi ne è responsabile.

Conti richiama infatti la necessità di «una molto solida e dettagliata valutazione d’impatto sulla protezione dei dati, una base giuridica solida, criteri di minimizzazione e una chiara individuazione del titolare del trattamento tra Comune, gestore e fornitore tecnologico».


L’intelligenza artificiale entra nell’auto

C’è poi un altro elemento destinato a pesare sullo sviluppo della mobilità autonoma: l’intelligenza artificiale. Secondo Conti, per alcune applicazioni potrebbe essere «molto probabile» la qualificazione dei sistemi utilizzati come IA ad alto rischio secondo l’AI Act, considerato il loro impiego nella sicurezza dei trasporti e nei confronti di categorie vulnerabili.

Una classificazione che, secondo il legale, comporterebbe «obblighi stringenti di trasparenza, sorveglianza umana e gestione del rischio anche cibernetico».

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9/26, auto.it