Il settore automobilistico, seppure in un contesto geopolitico critico, sta tracciando le linee che delineeranno il futuro dell’auto, sempre più elettrica e “intelligente”, grazie a sistemi ADAS e a guida autonoma. A ciò si aggiunge un’altra caratteristica: grazie al V2G, l’automobile sarà una parte attiva del sistema energetico

Il futuro dell’auto si sta delineando proprio ora. In un mondo costellato da complessità geopolitiche, il settore automotive ha deciso di guardare avanti. Lo testimoniano alcune evidenze contenute in un recente studio di BCG sui fornitori del settore automobilistico, che analizza come si stanno muovendo i fornitori in uno scenario tutt’altro che favorevole.
Dai sistemi ADAS e autonomi, che alimentano l’intelligenza dell’automobile, fino alla propulsione, sempre più improntata verso la trazione elettrica, la crescita è ubiqua.
Si va verso un ritratto di auto elettrica e intelligente. A ciò si aggiunge un’altra caratteristica. L’auto di domani sarà un soggetto attivo dell’elettrificazione, della transizione energetica, oltre che contribuire alla resilienza e flessibilità delle reti. Il Vehicle to Grid (V2G) promette di prendere piede, trasformando le auto in sistemi di energy storage.
L’auto sarà sempre più elettrica ed elettronica
Per comprendere il futuro dell’auto occorre partire dai componenti. Lo studio di BCG Group, frutto di un’analisi su più di 750 fornitori e quasi 50 OEM a livello globale, ha focalizzato l’attenzione sull’anno in corso, caratterizzato da un’elevata criticità geopolitica. Quanto emerge è che, nonostante le fluttuazioni cicliche, si prevede che il valore totale della domanda di componenti automobilistici progredirà di circa il 3,5% all’anno dal 2025 al 2035.
Che tipo di componenti cresceranno? Innanzitutto, quelle che sovrintendono l’intelligenza dell’automobile, come i componenti legati ad architetture elettriche/elettroniche avanzate, i sistemi ADAS e autonomi. Il loro incremento procederà a tassi annui elevati, anche a due cifre, a seconda del sotto-segmento e dell’orizzonte temporale. BCG prende a esempio il software per veicoli non ADAS, che manterrà una solida crescita annua del 14-16% fino al 2030 inoltrato.
Si fanno strada ADAS e sistemi di guida autonoma
Questo incremento di sistemi avanzati di assistenza alla guida e autonomi è confermato anche da un report S&P sull’aftermarket. Entro la fine del 2026, oltre 132 milioni di veicoli sulle strade europee saranno dotati di qualche forma di ADAS e oltre 26 milioni avranno capacità di guida autonoma di livello 2 o superiore. Entro il 2035, oltre 111 milioni di veicoli in Europa avranno funzionalità di livello 2 o superiore. A livello globale, stima che, entro il 2035, oltre 1,1 miliardi di veicoli saranno dotati di vari livelli di sistemi avanzati di assistenza alla guida.
Per far avanzare i sistemi di guida autonoma si sono inserite anche le Nazioni Unite. L’UNECE (United Nations Economic and Social Council) ha annunciato una normativa globale per agevolare l’introduzione
in sicurezza dei veicoli a guida autonoma sulle strade pubbliche di tutto il mondo. Ha realizzato una bozza di regolamento sui sistemi di guida autonoma, che intende consentire l’impiego di veicoli senza la supervisione di un conducente su strade pubbliche.
A guidare la penetrazione delle auto a guida autonoma sono i veicoli per il trasporto pubblico. Negli ultimi anni si sono registrati i primi veicoli di Livello 3 e si contano oltre 700mila corse settimanali di robotaxi completamente autonomi, oltre alle prime dimostrazioni di camion a guida autonoma. Questa accelerazione è globale, segnala McKinsey: l’Europa ha ospitato finora oltre 35 progetti pilota per veicoli autonomi, mentre negli Stati Uniti si contano più di 450mila corse commerciali settimanali, seguita dalla Cina con 250mila.
Sale la trazione elettrica, scende l’endotermico
Per quanto riguarda, invece, batterie e componenti relativi ai sistemi di propulsione dei veicoli elettrici, essi continueranno a crescere a un tasso annuo di circa il 13%. Allo stesso tempo, segnala BCG, “si prevede che il declino strutturale dei componenti dei sistemi di propulsione dei motori a combustione interna persisterà.” Il tasso di crescita annuo composto (CAGR) stimato segnerà un -3% tra il 2025 e il 2030, per arrivare a -8% entro il 2035.
L’andamento positivo delle auto elettriche lo rileva l’ultima analisi statistica di ACEA, l’associazione europea dei costruttori di automobili. Nel bimestre gennaio-febbraio 2026, le Battery Electric Vehicle hanno rappresentato il 18,8% della quota di mercato UE, in aumento rispetto al 15,2% dell’anno precedente.
Il momento propizio per passare all’elettrico è ora
La situazione geopolitica, che ha portato a un aumento notevole dei prezzi del petrolio, può essere un fattore importante per far decidere molti a passare a un’auto elettrica. Come ha rilevato il New York Times, anche negli Stati Uniti può essere questo il momento propizio. Il fattore “costo auto” non regge più e il prezzo di un gallone di benzina sono ottime leve per spostare gli equilibri a favore degli electric vehicle.
I cinque BEV più venduti negli Stati Uniti “costano tutti meno della media nazionale per un’auto nuova”, riporta il NYT. Anche prima che i prezzi alla pompa iniziassero a superare i 4 dollari al gallone, Consumer Reports aveva scoperto che il proprietario di un veicolo elettrico risparmia dai 6mila ai 12mila dollari in manutenzione e carburante durante la vita utile dell’auto. Il futuro è dell’auto elettrica. Pur con una crescita più lenta del previsto, prende piede, come ravvisava IEA nell’ultimo Global EV Outlook. Nonostante le incertezze sulle prospettive, “la quota di auto elettriche sul totale delle vendite di auto è destinata a superare il 40% entro il 2030”, secondo le attuali politiche.

Auto elettriche in Europa: gli esempi
In Europa, il trend favorevole all’elettrico è avviato già da un po’ e i numeri espressi dall’ultimo report ACEA lo dimostrano.
Germania
A questo si aggiunge il primato fatto registrare in Germania: dopo aver fatto segnare un +26,3% in termini di immatricolazioni nel bimestre gennaio-febbraio, secondo i dati ACEA, lo scorso marzo sono state vendute più auto elettriche che benzina e diesel. A certificarlo sono i dati dell’Agenzia federale dei Trasporti (KBA), sulle 294.161 autovetture nuove immatricolate, 70.663 nuove auto erano BEV (con un +66% rispetto a un anno prima), segmento che ha raggiunto una quota sul totale del 24%. Le auto a benzina hanno raggiunto le 66.959 unità.
Italia
Nel nostro Paese, la crescita percentuale delle auto elettriche a marzo è stata decisamente notevole. Come segnala Motus-E, sono state registrate nella Penisola 16.033 nuove auto full electric, con un incremento del 71,1% rispetto al marzo 2025. La quota di mercato delle auto elettriche raggiunge così nel mese l’8,6%, un passo in più rispetto a marzo 2025 quando la quota era del 5,4%.
Spagna
Il Paese iberico punta a consolidare la crescita della filiera manifatturiera per garantire un futuro all’auto elettrica. Lo comprova l’approvazione, da parte della Commissione europea, di un regime di aiuti di Stato spagnolo da 200 milioni di euro a sostegno di investimenti strategici volti ad aumentare la capacità produttiva della filiera dei BEV, giudicata in linea con gli obiettivi del Clean Industrial Deal.
Il futuro dell’auto come parte della rete: la via del V2G
L’elemento forse più significativo che caratterizzerà il futuro dell’auto sarà la sua capacità di essere sinergica con il sistema energetico. La necessità di spingere verso l’elettrificazione dei consumi, unita alla crescita delle fonti energetiche rinnovabili, porta a dover contare ancor di più su una rete elettrica quanto più funzionale ed efficiente.
Come ricorda Transport & Environment, le auto elettriche “sono batterie su ruote”. Possono rappresentare “una risorsa fondamentale per un sistema elettrico”, ricaricando le auto con l’elettricità quando c’è vento e sole, “e reimmettendola nelle nostre case e nelle reti elettriche quando necessario”. Questo tipo di flessibilità è essenziale per gestire reti con un’elevata quota di energie rinnovabili. Uno studio del 2024 per T&E ha dimostrato che l’UE potrebbe risparmiare 100 miliardi di euro sui costi della rete elettrica grazie all’impiego di veicoli compatibili con la tecnologia V2G. Per chi guida veicoli elettrici, “ciò si traduce nella prospettiva di costi del “carburante” molto bassi, con un risparmio fino a 600 euro all’anno”, quasi dimezzando i costi di ricarica.

In Europa si contano sperimentazioni in due città, ma siamo ancora ben lungi da uno sviluppo applicativo su larga scala, dovendo affrontare diversi ostacoli, in primis i passaggi autorizzativi.
La svolta per il Vehicle to Grid passa dalla Germania
Un primo, importante, passo verso un futuro dell’auto elettrica come parte della rete è stato fatto in Germania, dove è stato avviato il percorso normativo per rendere economicamente sostenibile il V2G. La decisione del Parlamento tedesco rappresenta un modello di riferimento fondamentale per ciò che è possibile realizzare in tutta Europa. Gli elementi di novità sono due: il primo è il nuovo quadro normativo MiSpeL (in vigore da questo mese di aprile), che elimina la necessità di costosi secondi contatori intelligenti e di una complessa burocrazia. Il V2G sta finalmente diventando “plug & play”.
A questo si aggiunge un secondo elemento favorevole: a partire dall’anno in corso, la legge aggiornata sull’industria energetica equipara i veicoli elettrici a qualsiasi altro sistema di accumulo. Questo elimina la penalità del “doppio costo di rete” per l’energia immagazzinata e poi restituita alla rete.
Con questo nuovo scenario, le Case auto si stanno muovendo per contemplare il V2G nel futuro dell’auto in Germania. BMW ha formalizzato lo scorso febbraio la prima offerta Vehicle-to-Grid in Germania. I primi clienti V2G con una BMW iX3 ricevono uno sconto di 700 euro sulla Wallbox Professional bidirezionale della Casa automobilistica.
Il piano della Cina per espandere il V2G
Sempre in tema vehicle-to-grid, in Cina, Paese più avanzato e importante al mondo in termini di emobility, lo scorso ottobre è stato formalizzato un piano ambizioso. Pubblicato e stipulato da sei dipartimenti centrali, tra cui la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma e l’Amministrazione nazionale per l’energia, prevede un’espansione effettiva del V2G. Si parla di oltre 5mila nuove infrastrutture dedicate e più di 20 milioni di kWh di energia per la ricarica inversa entro la fine del 2027.
Il piano, che mira a raddoppiare la capacità di servizio delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici dal 2025 al 2027, prevede anche la costruzione di 28 milioni di punti di ricarica a livello nazionale entro la fine del 2027. Questa espansione fornirà oltre 300 milioni di kW di capacità di ricarica pubblica, sufficienti a soddisfare le esigenze di 80 milioni di veicoli elettrici.
4/26, Elettrico Magazine
