Il nuovo Codice della strada rischia di frenare la guida autonoma in Italia

Il nuovo Codice della strada rischia di frenare la guida autonoma in Italia


Il nuovo Codice della strada italiano riconosce per la prima volta i veicoli a guida automatizzata, ma secondo le aziende del settore presenta lacune che rischiano di spingere fuori dall’Italia lo sviluppo di questa tecnologia. A lanciare l’allarme è Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano specializzata nella guida autonoma, che chiede modifiche al testo prima che sia troppo tardi.

La società è guidata da Luca Foresti, che ha spiegato la situazione nei dettagli. Niulinx impiega 100 persone e ha raccolto, nell’aprile 2026, 38 milioni di euro da investitori come Cdp Venture Capital, A2a, Ferrovie dello Stato e Pirelli.

Il nodo centrale riguarda la supervisione da remoto: il Codice la prevede in linea di principio, ma rimanda a un decreto attuativo che non esiste ancora. Fino all’emanazione di quel decreto, il controllore del veicolo dovrà obbligatoriamente trovarsi a bordo. Questo significa che, nella pratica, un’auto a guida autonoma deve comunque avere un conducente fisicamente presente. Il problema non è solo operativo.

Il testo, secondo Foresti, lascia la responsabilità legale in capo all’autista a bordo, anche quando è il sistema automatizzato a prendere le decisioni di guida. Una contraddizione che rende il quadro normativo poco attraente per chi vuole erogare servizi di mobilità autonoma su strade pubbliche italiane.

Niulinx sviluppa un sistema di guida automatizzata di livello 4, il che significa che il veicolo è in grado di gestire autonomamente tutte le situazioni di guida in un determinato contesto, senza che il passeggero debba intervenire. Il sistema usa hardware e software proprietari ed è installato su Fiat 500e di serie, già in fase di sperimentazione su strada in Italia.

Se il testo del Codice non verrà modificato, le prove necessarie per l’omologazione, cioè la certificazione ufficiale che permette a un veicolo di circolare legalmente, dovranno essere condotte all’estero. Paesi come Germania e Spagna dispongono già di normative adeguate per la guida autonoma, e potrebbero quindi attrarre investimenti, ingegneri e l’intera filiera industriale che cresce attorno a questa tecnologia.

Niulinx ha già un ufficio a Monaco di Baviera e, secondo Foresti, rischia di essere tra le prime aziende italiane del settore a spostare le proprie attività principali fuori dall’Italia. Il CEO sottolinea che il paese dispone di competenze di primo piano nel settore, e che perdere questa finestra rappresenterebbe un’occasione mancata.

Il testo del nuovo Codice della strada è stato inviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al Parlamento, che dovrà ora esaminarlo. Eventuali modifiche dipenderanno dall’iter parlamentare.



10/26, smartworld

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