AsConAuto (Associazione Consorzi Concessionari Autoveicoli) è stata tra i protagonisti di Service Day, l’evento dedicato al business del post vendita automotive, alle officine
Durante la sessione, ‘La nuova geografia del post-vendita: mercato, rete e opportunità’, Roberto Scarabel, Presidente AsConAuto e Luca Montagner, Senior Advisor di AsConAuto Academy hanno presentato il Quadrante AsConAuto 2026, il format che raccoglie e interpreta i risultati delle principali rilevazioni realizzate dall’Associazione nel corso dell’anno*, e annunciato le iniziative ai blocchi di partenza.
L’autoriparazione vale 270 miliardi netti (senza IVA e senza gomme)
«I dati ci dicono che il mercato after sales in Europa gode di buona salute – ha esordito Roberto Scarabel – e vale 270 miliardi di euro, Iva e pneumatici esclusi, con i servizi di riparazione e manutenzione che pesano per oltre 233 miliardi.
Anche in Italia il comparto dà segnali positivi: nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 36 miliardi di euro, il 15% in più rispetto al 2019, anche per effetto di un parco circolante sempre più anziano. Abbiamo raggiunto un’età media di circa 13 anni, oltre 2,6 anni in più rispetto a dieci anni fa».
AsConAuto cresce anche nelle officine
«In questo scenario – ha proseguito Scarabel – AsConAuto continua a crescere: nei primi nove mesi dell’anno il volume di affari ha raggiunto 898,8 milioni di euro, con un incremento del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo fa continuando a puntare sui Ricambi Originali, naturalmente, ma anche su una serie di servizi messi a disposizione degli affiliati: strumenti digitali avanzati, consulenza e formazione, oggi indispensabili per affrontare un mercato in trasformazione. Il Quadrante restituisce quindi l’immagine di una rete che cambia: più valore al lavoro, maggiore digitalizzazione dei processi, investimenti nelle competenze e nella transizione elettrica caratterizzano gli operatori che si approvvigionano di Ricambi Originali attraverso AsConAuto».

Le officine hanno massimo 5 addetti
La rete mantiene una composizione sostanzialmente stabile, con 24 mila realtà tra Officine (69,2%) e Carrozzerie (30,8%).
Il quadro che emerge dal Quadrante è quello di un comparto solido, ancora fortemente caratterizzato dalla presenza di piccole imprese, ma impegnato in un progressivo percorso di strutturazione: il 48,4% dispone di 1-2 operativi e il 39,9% di 3-5. Quasi nove operatori su dieci rimangono quindi entro i cinque addetti.
Nel 2026 cresce la presenza delle principali dotazioni dedicate al servizio e all’accoglienza. La sala d’attesa registra l’incremento più significativo, passando dal 48,4% al 67,5%, mentre l’area di ricezione sale dal 69,1% al 70,9%. Positiva anche l’evoluzione dell’attrezzatura gomme, che passa dal 48,4% al 52,7%. Si rafforzano quindi le strutture, soprattutto sul fronte dell’esperienza del cliente, con investimenti negli spazi dedicati all’accoglienza e alla relazione con l’automobilista.
Positivo il segnale sul fronte degli acquisti: il 54,2% degli Autoriparatori affiliati ha acquistato nel 2026 più Ricambi Originali rispetto all’anno precedente. La crescita è particolarmente evidente nel Mezzogiorno e nelle Isole, dove la quota di operatori con acquisti in aumento raggiunge rispettivamente il 59,2% e il 60,3%.
La crescita degli acquisti si accompagna a una maggiore digitalizzazione. I flussi registrati su ARiA, l’Area Riservata AsConAuto, passano da 695.097 nel 2025 a 747.646 nel 2026, con un incremento del 7,6%. La piattaforma raggiunge un tasso di conversione del 42,3% e si conferma uno strumento sempre più integrato nella gestione di richieste di preventivo, ordini e resi.
Manodopera officine auto: 41 euro (carrozzerie 44)
Uno dei segnali più interessanti riguarda la valorizzazione della professionalità. La tariffa oraria media, rilevata con cadenza biennale, è cresciuta rispetto al 2024 sia nelle Officine, da 38,69 a 40,96 euro, +5,9%, sia nelle Carrozzerie, da 42,10 a 44,38 euro, + 5,4%.
Il dato riflette un contesto nel quale aumentano la complessità degli interventi, i costi e la necessità di investire in tecnologie e competenze. Ma il Quadrante evidenzia anche una crescente segmentazione del valore del lavoro: territorio, dimensione aziendale e appartenenza a una rete incidono significativamente sulla tariffa applicata. Le strutture collegate alle reti dei costruttori, OEM, esprimono mediamente i livelli più elevati, seguite dalle reti IAM e dagli operatori indipendenti.
Quante officine e carrozzerie hanno la colonnina di ricarica
La transizione energetica si traduce sempre più in investimenti concreti. Nel 2026 il 20,9% delle Officine che si approvvigionano di Ricambi Originali attraverso la rete AsConAuto dispone di almeno una colonnina di ricarica, contro il 14% del 2024. Nelle Carrozzerie la quota raggiunge il 17,7%, dal 10,4% di due anni prima.
Alla crescita delle infrastrutture si accompagna quella delle competenze: il 66,1% del personale delle Officine e il 57,7% delle Carrozzerie ha svolto formazione sui veicoli elettrici. La preparazione cresce però con la dimensione dell’impresa, evidenziando un divario ancora significativo tra le realtà più piccole e quelle maggiormente strutturate.
Manodopera auto elettriche verso i 60 euro
Resta invece ancora poco diffusa l’introduzione di una tariffa specifica per gli interventi sui veicoli elettrici: la applica il 9,9% delle Officine e l’8,3% delle Carrozzerie. Dove presente, la tariffa media raggiunge rispettivamente 58,28 e 56,92 euro l’ora, valori superiori del 42% e del 28% rispetto agli interventi sui veicoli con motore endotermico.
Tutti vogliono lavorare e far business con le flotte
Il cambiamento dei modelli di mobilità e l’avanzata del noleggio aprono nuovi spazi anche per il post-vendita. L’indagine dedicata alle Officine evidenzia infatti un interesse crescente verso i veicoli provenienti da flotte e società di noleggio: vorrebbero operare in questo business il 78,8% degli operatori che trattano automobili e l’84,4% di quelli che si occupano di veicoli commerciali.
10/26, MISSIONLINE
