Mercedes-Benz, tecnologia, innovazione e pianificazione industriale al servizio dell’economia circolare e decarbonizzazione

In questa intervista svisceriamo ogni aspetto del ciclo di vita delle batterie dei veicoli elettrici: dalla manutenzione quotidiana e la gestione dei moduli, fino alla seconda vita e al recupero dei materiali critici


Mercedes-Benz, tecnologia, innovazione e pianificazione industriale al servizio dell'economia circolare e decarbonizzazione
Fonte immagine Mercedes-Benz


Mercedes-Benz e la sfida da vincere sulla sostenibilità

Tecnologia, design e sostenibilità. Tre parole chiave che sintetizzano la rotta dei car maker in questi anni di transizione. Tra i big dell’automotive in Europa, e nel mondo, c’è Mercedes-Benz che con la strategia Ambition 2039 intende traccia una rotta chiara verso una flotta di auto a neutralità carbonica, integrando lo sviluppo, la produzione e il riciclo delle batterie in un modello industriale a emissioni zero. Questo approccio olistico parte dal concetto di “Design for Circularity” nel nuovo eCampus di Stoccarda, città dove ha sede l’azienda tedesca, in cui l’efficienza e il riuso vengono pianificati sin dalla progettazione delle celle.

Per comprendere come questa visione globale si traduca in azioni concrete, abbiamo intervistato Maurizio Varvarà, Manager Customer Service Operation di Mercedes-Benz Italia, per affrontare tutti gli aspetti legati all’enorme impegno economico e di risorse verso la sostenibilità e decarbonizzazione dell’azienda tedesca.

Iniziamo dai fondamentali. Come deve comportarsi un utente per preservare l’auto elettrica e quali garanzie offrite sulla durata della batteria?

Per la manutenzione, i nostri libretti d’uso forniscono indicazioni precise che sono spesso norme di buon senso applicabili anche alle auto endotermiche: ad esempio, in caso di lunga inattività, suggeriamo accorgimenti per mantenere la batteria in un determinato stato di carica, proprio come si farebbe per evitare che una batteria al piombo si scarichi completamente. Tuttavia, il decadimento del litio è molto meno rapido rispetto al piombo, ma ogni nuova vettura elettrica include un certificato batteria di 8 anni/160.000 km: se la capacità scende sotto il 70% in questo periodo, la batteria viene ripristinata o sostituita a carico del costruttore. Anche oltre la garanzia, la rete Mercedes-Benz è attrezzata con specialisti High-Voltage per valutare lo stato di salute e intervenire in sicurezza.

Quali sono le principali innovazioni su cui state lavorando per aumentare efficienza, durata e densità energetica delle batterie?

Mercedes-Benz sta investendo in innovazioni avanzate grazie a nuovi sviluppi nella chimica e nell’architettura delle celle. Presso l’eCampus di Stoccarda-Untertürkheim i nostri team di R&S lavorano su celle agli ioni di litio con anodi ad alto contenuto di silicio e catodi di nuova generazione privi di cobalto, oltre che sulla tecnologia delle batterie allo stato solido. Queste soluzioni mirano ad aumentare sensibilmente la densità energetica delle celle – fino a circa 900 Wh/l a livello laboratorio – e a migliorare le performance complessive del sistema, inclusa la velocità di ricarica, mantenendo alti standard di sicurezza. Parallelamente, Mercedes-Benz sta ottimizzando i processi produttivi e progettuali per garantire che queste innovazioni offrano anche una maggiore durata nel tempo. Nel nuovo Industrial Cell Lab dell’eCampus copriamo l’intera catena di sviluppo – dalla formulazione chimica alla produzione di prototipi di celle – accumulando know-how fondamentale per l’industrializzazione efficiente delle nuove tecnologie. Inoltre, abbiamo introdotto soluzioni ingegneristiche inedite: ad esempio un sistema brevettato di supporto flottante con attuatori pneumatici nel pacco batteria allo stato solido, che compensa le micro-variazioni di volume delle celle durante i cicli di carica e scarica, preservandone le prestazioni e limitando l’usura nel tempo. Infine, i nuovi impianti di test e validazione a Untertürkheim – con banchi prova all’avanguardia dedicati – permettono di verificare a fondo sia la sicurezza sia la lunga durata dei nostri accumulatori in condizioni d’uso reali.



I più importanti player al mondo nella produzione di batterie sono impegnati nello sviluppo delle batterie a stato semi-solido e solido. Quanto sono vicine le batterie a stato solido di Mercedes?

Nel 2025 l’azienda ha segnato un traguardo storico: la prima vettura di prova con batteria allo stato solido – una EQS modificata con celle al litio-metallo è stata portata su strada con successo. In questi primi test, il pacco batteria sperimentale ha mostrato un aumento di circa il 25% dell’energia utilizzabile a parità di dimensioni, ottenendo oltre 1.200 km di autonomia reale con una singola carica. Inoltre, la tecnologia allo stato solido migliora la sicurezza intrinseca e promette tempi di ricarica più rapidi, grazie alla stabilità chimica e alla conduzione ionica più efficiente. Mercedes-Benz ha già convalidato queste prestazioni in condizioni reali: un prototipo di EQS con batteria allo stato solido ha percorso 1.205 km consecutivi attraverso Europa senza mai ricaricare, arrivando a destinazione con un residuo di ben 137 km. Questo risultato dimostra la maturità tecnologica raggiunta, preludio al suo futuro impiego in modelli di serie. Inoltre, l’aumento di efficienza ed energia immagazzinata per kg di materiale consente di ridurre le risorse necessarie per una determinata autonomia: veicoli elettrici più leggeri e con maggiore autonomia diminuiscono il consumo energetico per chilometro e l’impronta materiale per unità di range.

Parliamo del recupero delle batterie. Mi racconta questo processo in Mercedes?

Nel 2024, Mercedes-Benz ha aperto a Kuppenheim in Germania, il primo impianto europeo di riciclaggio delle batterie con processo meccanico-idrometallurgico integrato. Questo stabilimento all’avanguardia recupera oltre il 96% dei materiali critici come litio, nichel, cobalto, permettendone il reimpiego in nuove celle, con volumi sufficienti a produrre più di 50.000 moduli batteria l’anno. L’impianto opera anch’esso a zero emissioni nette grazie all’uso esclusivo di energia verde, riducendo la dipendenza da risorse primarie vergini e le emissioni associate alla loro estrazione. Queste iniziative – dalla progettazione circolare alla produzione carbon-neutral fino al recupero e riuso dei materiali – abbattono le emissioni lungo l’intero ciclo di vita del prodotto e contribuiscono in modo determinante al conseguimento degli obiettivi climatici del Gruppo per raggiungere la neutralità CO₂ entro il 2039.

Quando dismesse dalle vetture elettriche, c’è una seconda vita per queste batterie?

Si, le usiamo per accumuli stazionari, infatti, già dal 2016, Mercedes-Benz Energy gestisce due impianti di accumulo su scala industriale, alimentati con moduli provenienti da veicoli elettrici dismessi. Queste batterie, mantenendo ancora il 70-80% della capacità originale, forniscono complessivamente circa 29 MW / 31 MWh di potenza ed energia. Già impiegati per la stabilizzazione della rete, i sistemi sono stati riqualificati con successo nel 2023 per prolungarne l’operatività di ulteriori 5 anni. Abbiamo sviluppato anche il progetto Pioneer presso l’Aeroporto di Roma-Fiumicino, basato su batterie second-life. Inaugurato a inizio 2025, Pioneer integra circa 10 MWh di stoccaggio con l’impianto fotovoltaico “Solar Farm” dell’aeroporto, il più esteso in ambito aeroportuale europeo. La soluzione – sviluppata con Enel, ADR e Fraunhofer – garantisce energia rinnovabile continua ai terminal e offre servizi di flessibilità alla rete locale. L’impianto consente di evitare l’emissione di 16.000 tonnellate di CO₂ in 10 anni.

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