Nuovo codice della strada, a chi andranno i soldi delle multe? Potrebbe cambiare tutto


Cover: PexelsDietro ogni multa c’è una somma di denaro che, almeno in teoria, dovrebbe tornare a beneficio della collettività. La nuova riforma del Codice della strada potrebbe cambiare il modo in cui queste risorse vengono distribuite e utilizzate.

Il nuovo testo è al vaglio del parlamento e sarà sottoposto al confronto con le associazioni di settore con deadline fissata al 13 settembre. Si propongono carie riforme tra cui appunto la revisione delle regole che disciplinano i proventi delle sanzioni. Nelle intenzioni ciò dovrebbe servire a semplificare un sistema oggi molto frammentato in diverse categorie.

Con le nuove disposizioni i proventi delle sanzioni verrebbero ricondotti a un unico meccanismo di ripartizione, indipendentemente dalla natura dell’infrazione che li ha generati. Cambierebbe anche il criterio legato all’autorità che accerta la violazione che perderebbe di importanza non sarebbe più determinante a stabilire se la multa è stata contestata da personale dello Stato oppure da agenti che dipendono da un Comune, una Provincia o una Regione.

Una nuova divisione tra chi controlla e chi gestisce la strada

Il 30% delle somme riscosse andrebbe all’amministrazione dalla quale dipendono gli agenti o i militari che hanno accertato la violazione. Il restante 70% sarebbe invece attribuito all’ente proprietario della strada sulla quale è stata commessa l’infrazione. Un Comune potrebbe accertare una violazione su una strada appartenente, per esempio, alla Provincia: in quel caso le risorse verrebbero ripartite tra le due amministrazioni secondo le percentuali previste.

Sulla quota del 70% destinata al proprietario della strada, gli enti locali avrebbero l’obbligo di utilizzare tutte le risorse per interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture tra cui anche la nuova segnaletica, le barriere di protezione e altre iniziative relative alla sicurezza stradale. Una piccola parte potrebbe inoltre finanziare attività di sensibilizzazione e formazione tra i cittadini.

Cambia anche l’uso delle risorse per le forze di polizia locale

La quota del 30% avrebbe invece una disciplina meno rigida. Nella bozza si parla di potenziamento delle attività di controllo e non più destinabili all’assistenza e la previdenza degli appartenenti alla polizia municipale e provinciale. Per gli enti locali un bel cambiamento: con il nuovo impianto infatti, molte spese dovranno essere coperte dai bilanci dei vari Comuni.

C’è da dire che la riforma è comunque ancora in una fase preliminare. Le associazioni di settore sono chiamate a presentare le proprie osservazioni entro il 13 settembre e il testo potrebbe quindi essere modificato prima di arrivare alla versione definitiva (con il nuovo Codice della strada i fastidiosi parcheggi verticali diventeranno regolari? C’è l’idea).

Resta però l’intenzione di operare un cambio di rotta radicale. Il tutto servirà anche per adeguarsi alle disposizioni della Commissione europea per la sicurezza stradale dove, tra le priorità, sono indicate la riduzione degli incidenti e il miglioramento delle infrastrutture.



9/26, everyeye.it

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