
Dall’inviato a Parigi – Dalla nuova smart #2 alle elettriche di Volkswagen, passando per Mercedes, Renault, Hyundai, Volvo, Honda e una vera armata di costruttori cinesi.
Il Mondial de l’Auto 2026 ha raccontato un’industria sempre più tecnologica, elettrificata e internazionale. E, soprattutto, molto meno prevedibile.
Anche se si lascia da parte il grande capitolo Stellantis, che abbiamo raccontato separatamente, il Mondial de l’Auto 2026 offre un panorama ricchissimo. Abbiamo attraversato i padiglioni alla ricerca delle novità più interessanti e ne è uscita una fotografia tutt’altro che scontata.
Da una parte ci sono i costruttori europei, impegnati a recuperare terreno sul fronte dell’elettrico e a rendere più accessibili le nuove tecnologie. Dall’altra c’è una presenza cinese ormai impossibile da considerare una semplice curiosità: 20 marchi cinesi sono presenti a Parigi, con BYD, Chery, Geely, Aito, Avatr, Changan, GAC, XPeng e molti altri pronti a giocarsi una fetta del mercato europeo. E in mezzo rimane una parola che sembrava destinata a scomparire dai saloni: ibrido.
Renault, il ritorno della “voiture à vivre”
Renault ha trasformato il proprio stand in una sorta di manifesto della nuova filosofia della marca.
La protagonista è stata la E-Space Concept, grande monovolume elettrica che reinterpreta in chiave contemporanea la storica idea Renault della “voiture à vivre”.
Accanto a lei abbiamo ammirato la Renault 8 Gordini Concept, coupé elettrica a due posti e trazione posteriore, e la Renault 4 JP4x4 Concept, evoluzione avventurosa della R4 moderna. La marca ha inoltre portato a Parigi la nuova gamma elettrica e ibrida, compreso il nuovo Trafic E-Tech electric.
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10/26, AUTO tecnica
