ProPilot, la guida autonoma secondo la Nissan 

A Tokyo abbiamo provato l’ultima evoluzione del sistema Nissan ProPilot: gestisce incroci complessi senza interventi, ma nelle decisioni rapide deve ancora crescere


ProPilot, la guida autonoma secondo la Nissan 


DALL’ASSISTENZA ALLA GUIDA AUTONOMA

Anche Nissan, come tutti i principali costruttori, sta portando avanti lo sviluppo dei sistemi di guida assistita e autonoma. Sulle vetture di serie questo insieme di tecnologie prende il nome di ProPILOT, debuttato nel 2016 con funzionalità limitate all’autostrada a corsia singola. Dal 2019, con l’introduzione del ProPILOT 2.0, il sistema si è evoluto arrivando a gestire più corsie e scenari più complessi.

Oggi, però, arriva il vero salto: la nuova generazione è progettata per affrontare anche la guida in città, tra incroci, traffico e pedoni, ovvero il contesto più difficile in assoluto per qualsiasi sistema automatizzato. Non a caso, questa tecnologia sarà alla base dei futuri robotaxi, che Nissan inizierà a testare proprio a Tokyo entro il 2026, con l’obiettivo di accelerarne lo sviluppo e raccogliere dati reali.


nissan propilot arya guida autonoma 2026 04 01


INTELLIGENZA ARTIFICIALE (MA CON RETE DI SICUREZZA)

La vera novità è l’approccio tecnico. Il sistema utilizza un software di intelligenza artificiale che si basa principalmente sulle telecamere per guidare l’auto, un po’ come farebbe un essere umano. Radar e LiDAR non scompaiono, ma passano in secondo piano: intervengono come backup di sicurezza nelle situazioni più critiche, quando la sola visione non basta.

Il LiDAR, in particolare, è in grado di “vedere” fino a 300 metri, offrendo una ridondanza preziosa nelle condizioni più difficili. A bordo del prototipo che abbiamo provato ci sono 11 telecamere, 5 radar e 1 LiDAR, ma è chiaro che la filosofia è cambiata: meno sensori “dominanti” e più fiducia nell’intelligenza artificiale.


nissan propilot arya guida autonoma 2026 04 08


NEL TRAFFICO DI TOKYO NON SBAGLIA

La prova su strada si è svolta nel pieno centro di Tokyo, per circa 40 minuti (nel video più in basso un estratto), tra quartieri come Ginza e Shimbashi. Un contesto tutt’altro che semplice: traffico intenso, incroci affollati, pedoni ovunque.

E qui il sistema sorprende. Durante tutto il percorso il guidatore non è mai dovuto intervenire, nemmeno in situazioni delicate come le svolte a destra con veicoli in arrivo da più direzioni e attraversamenti pedonali. L’auto gestisce bene priorità, traiettorie e distanze, mostrando un comportamento nel complesso fluido e prevedibile.

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