Renault e Geely scommettono sul metanolo: il nuovo range extender che può cambiare l’auto elettrica

Renault e Geely scommettono sul metanolo: il nuovo range extender che può cambiare l’auto elettrica


La joint venture Horse Powertrain, nata dall’alleanza tra Renault e Geely, ha presentato il nuovo D20 Methanol, un innovativo prolungatore di autonomia destinato alle auto elettriche REEV. Il sistema combina un motore 2.0 turbo alimentato a metanolo e un generatore elettrico, con l’obiettivo di ridurre l’ansia da autonomia senza trasformare il veicolo in un’ibrida tradizionale

 dell’auto elettrica potrebbe passare anche da una strada finora poco esplorata dall’industria automobilistica: quella del metanolo. A puntarci sono Renault e Geely, attraverso la loro joint venture Horse Powertrain, che ha sviluppato un nuovo sistema di range extender pensato per le vetture elettriche ad autonomia estesa, le cosiddette REEV. Il nuovo HORSE D20 Methanol non è un motore destinato a muovere direttamente le ruote. Il suo compito è differente: entrare in funzione come generatore di energia per ricaricare la batteria durante il viaggio, aumentando così l’autonomia disponibile. Una soluzione che potrebbe rappresentare un’alternativa ai tradizionali sistemi alimentati a benzina e che punta a sfruttare le potenzialità del metanolo.


Un motore a metanolo per ricaricare la batteria dell’auto elettrica

Il cuore del progetto è un sistema che unisce un motore quattro cilindri 2.0 turbo, un generatore elettrico e l’elettronica di potenza in un unico gruppo compatto. La potenza complessiva dichiarata è di 105 kW, pari a circa 143 CV, ma il D20 Methanol non trasmette coppia alle ruote: tutta l’energia prodotta viene utilizzata per alimentare e ricaricare la batteria ad alta tensione del veicolo. La filosofia è quella delle auto elettriche con range extender: la trazione resta completamente elettrica, mentre il motore termico interviene esclusivamente come sorgente energetica supplementare. In questo modo, secondo Horse Powertrain, i costruttori potrebbero offrire veicoli con batterie più contenute, riducendo peso e costi e garantendo al tempo stesso una maggiore tranquillità nei lunghi viaggi.

Uno degli aspetti più interessanti del nuovo HORSE D20 Methanol riguarda il generatore elettrico a flusso assiale, una soluzione differente rispetto ai tradizionali motori a flusso radiale. In questa configurazione, gli elementi del motore sono disposti in modo da ottenere un gruppo più compatto e con un’elevata densità di potenza. Il sistema pesa circa 170 kg e può offrire un ingombro inferiore del 46% rispetto a un equivalente sistema a flusso radiale, con una densità di potenza superiore del 63%. Il rendimento elettrico dichiarato raggiunge inoltre il 96,4%, mentre l’efficienza complessiva di conversione dal carburante all’energia elettrica è indicata al 47%. Numeri che, almeno sulla carta, rendono il progetto particolarmente interessante per le future piattaforme REEV.


19,6 litri di metanolo per una batteria da 40 kWh

Horse Powertrain dichiara che il nuovo sistema sarebbe in grado di ricaricare completamente una batteria da 40 kWhutilizzando 19,6 litri di metanolo. Si tratta di un dato significativo, soprattutto considerando che il contenuto energetico del metanolo è sensibilmente inferiore rispetto a quello della benzina. Il vantaggio, secondo la joint venture tra Renault e Geely, sta nell’ottimizzazione dell’intero gruppo propulsore. Il motore termico può infatti lavorare in condizioni operative favorevoli, senza essere direttamente vincolato alle richieste di accelerazione del conducente. Il risultato è un sistema pensato per funzionare come una sorta di centrale elettrica di bordo, pronta a fornire energia quando la carica della batteria non è più sufficiente per completare il viaggio.

Il vero punto interrogativo riguarda però proprio il metanolo. Il carburante può essere prodotto attraverso differenti processi, compresi quelli basati su biomasse o utilizzando idrogeno verde e CO₂ catturata, dando vita rispettivamente a bio-metanolo ed e-metanolo. Tuttavia, gran parte della produzione attuale deriva ancora da fonti fossili, come gas naturale e carbone. Per questo motivo, il potenziale ambientale della tecnologia dipenderà soprattutto dalla diffusione di processi produttivi a basse emissioni. Un range extender a metanolo alimentato con carburante di origine fossile non avrebbe infatti lo stesso impatto ambientale di un sistema alimentato con e-metanolo o bio-metanolo. C’è poi il tema della distribuzione. Il metanolo è già utilizzato in modo più diffuso in alcuni mercati, in particolare in Cina, mentre in Europa e in Italia una rete capillare di rifornimento dedicata alle automobili non è oggi disponibile. Questo potrebbe limitare, almeno inizialmente, la diffusione commerciale della tecnologia nel Vecchio Continente.

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