Stellantis, Wayve e Uber accelerano verso la mobilità autonoma

taxi

Sembra proprio che presto il taxi non avrà più bisogno del tassista né tantomeno del volante.

Il futuro della mobilità urbana in taxi potrebbe avere sì quattro ruote, ma un algoritmo al posto del conducente e una destinazione scelta con un semplice clic sullo smartphone.

Non è più soltanto una suggestione da film di fantascienza perché la corsa verso il robotaxi entra in una nuova fase grazie all’alleanza strategica tra Stellantis, Wayve e Uber.

Le tre aziende hanno recentemente annunciato una collaborazione per sviluppare e portare sul mercato servizi di mobilità autonoma di livello 4, un gradino tecnologico in cui il veicolo è in grado di guidare senza intervento umano all’interno di specifiche condizioni operative.

L’obiettivo è ambizioso, ossia trasformare la guida autonoma da tecnologia sperimentale a servizio quotidiano, disponibile su larga scala nelle città di Europa, Nord America e altri mercati globali.


L’auto autonoma nasce dall’integrazione

La vera novità dell’accordo non riguarda soltanto il veicolo, ma il modello industriale che lo sostiene.

Infatti, la guida autonoma non può essere sviluppata da un singolo attore, ma servono contemporaneamente competenze automobilistiche, intelligenza artificiale e una rete capillare capace di mettere il servizio nelle mani degli utenti.

La collaborazione si basa su tre pilastri tecnologici interconnessi.

Veicolo e piattaforma hardwareStellantisSviluppo di veicoli progettati per la guida autonoma di livello 4
Intelligenza artificialeWayveSoftware di guida autonoma basato su AI e modelli “embodied AI”
Servizio di mobilitàUberDistribuzione del servizio attraverso una rete globale di utenti

È una strategia che punta a superare uno dei principali ostacoli della mobilità autonoma, cioè trasformare una tecnologia complessa in un prodotto realmente utilizzabile ogni giorno.


Stellantis prepara l’auto senza conducente

Alla base del progetto ci sono le L4-Ready Platforms di Stellantis, architetture progettate per ospitare sistemi di guida autonoma avanzata.

Non si tratta semplicemente di aggiungere sensori e centraline a un veicolo tradizionale.

Del resto, una piattaforma dedicata alla guida autonoma deve essere progettata considerando fin dall’origine elementi fondamentali come la ridondanza dei sistemi elettronici, l’affidabilità dei componenti critici, la gestione avanzata dei sensori, la sicurezza funzionale e la capacità di operare per molte ore consecutive in contesti urbani complessi.

Infatti, un robotaxi non è un’automobile privata che occasionalmente guida da sola, ma un mezzo di trasporto ad alta intensità di utilizzo, chiamato a lavorare continuamente in ambienti imprevedibili.

Per Stellantis, l’integrazione tra piattaforme dedicate, intelligenza artificiale adattiva e rete globale di mobilità rappresenta un passo verso una mobilità più semplice, sicura ed efficiente.

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