succede oggi: Businesscar.it e la rivoluzione dell’auto aziendale (aprile’26)




IL MARCHIO AIUTA IMPRESE E LIBERI PROFESSIONISTI A SCEGLIERE LA SOLUZIONE MIGLIORE PER RISPARMIARE CON LA LORO PROSSIMA VETTURA PROFESSIONALE



Decenni di esperienza, una passione mai finita e una visione capace di anticipare i tempi. È da qui che prende avvio il racconto di Giuliano Latuga, direttore di Businesscar.it, marchio che aiuta aziende e liberi professionisti a scegliere la soluzione economica migliore per la loro prossima auto aziendale o per il rinnovo della flotta aziendale. «Il nostro percorso inizia nel 1977, con l’apertura di uno studio di consulenza per la progettazione di veicoli da affiancare a una motorizzazione con cui collaboravamo. In quegli anni l’attività si è concentrata sul progettare e modulare caravan, proprio mentre veniva introdotta la prima normativa nazionale di riferimento», spiega. Il contatto diretto e continuo con la motorizzazione diventa presto un valore aggiunto: «Da lì nascono le competenze necessarie per progettare altre trasformazioni, come l’installazione di gru, interventi possibili solo attraverso un progetto sviluppato da un tecnico abilitato. Un ambito in cui opero in prima persona, essendo iscritto all’albo e potendo firmare direttamente le progettazioni».



LA SVOLTA

Il 1997 è un altro momento chiave: «C’è stata una convenzione con il Ministero dei Trasporti sui veicoli a uso speciale e, nello stesso anno, viene aggiornato il regolamento, con l’introduzione di cinque nuove varianti.

È in questo contesto che, nell’ottobre del 1997, prende vita il marchio Businesscar.it. Da quel momento inizia l’avventura vera e propria sulla trasformazione di veicoli. «Come spesso accade quando un’idea funziona – aggiunge – qualcuno ha cercato di imitarci. Tuttavia, i nostri brevetti sono registrati, perché siamo stati pionieri nel settore».



SERVIZI E PUNTI DI FORZA

Latuga chiarisce subito un aspetto fondamentale: «Non facciamo i commercianti di auto, ma accompagniamo il cliente che si rivolge al concessionario di fiducia, mantenendo volutamente numeri contenuti e concentrandoci esclusivamente sulla nostra specializzazione, cioè l’allestimento del veicolo». Inoltre, ricorda come in passato ci sia stato anche un periodo legato alla compravendita, ma «oggi abbiamo deciso di specializzarci, puntando su competenza e qualità del servizio».

Ed è proprio qui che emerge uno dei principali punti di forza: «Una rete di distribuzione su tutto il territorio nazionale, costruita formando persone abilitate a una specifica tipologia di assistenza. La nostra sede è a Bologna ma abbiamo punti sparsi in tutta Italia.

Una presenza capillare che ci consente di assistere i clienti ovunque». Nello specifico, l’attività di Businesscar si concentra sull’allestimento di autovetture che, per legge, devono essere idonee a essere trasformate da categoria internazionale a veicolo di lavoro.

Un passaggio che richiede attenzione e rispetto delle normative: «Per effettuare correttamente la trasformazion è fondamentale che il veicolo di partenza abbia un codice di carrozzeria ben preciso, AC o AF. Non tutte le auto, infatti, possono essere trasformate: con una berlina, per esempio, non è possibile». Latuga non nasconde che in passato qualcuno, in modo sleale, ha trasformato macchine che non potevano essere trasformate, ma ribadisce con fermezza che «Businesscar ha sempre rispettato la legge, facendo di correttezza normativa e professionalità degli elementi distintivi».

Il direttore Giuliano Latuga:

«Accompagniamo il cliente che si rivolge al suo concessionario di fiducia»

Dalla progettazione dei caravan fino alla “Formula 200%”: 40 anni di innovazione



VANTAGGI FISCALI

Ma il vantaggio principale riguarda la possibilità di risparmio. Per Latuga, infatti, sugli autoveicoli aziendali il recupero dei costi è molto limitato, così come quello dell’IVA. Ricostruisce anche il quadro normativo: «Attualmente un’autovettura acquistata per uso aziendale consente una deduzione dell’imponibile pari al 20% su un massimo di 18mila euro, cioè circa 3.600 euro, mentre sull’IVA il recupero è del 40%. Un vero e proprio “bagno di sangue”, perché nella pratica un’impresa finisce per recuperare solo il 10-15% del costo del veicolo, pagando tasse su tutto il resto». La situazione cambia, però, quando si parla di trasformazioni e allestimenti: «Nel nostro caso è possibile recuperare il 100% dell’imponibile e il 100% dell’IVA, rendendo l’operazione estremamente conveniente. Per fare un esempio concreto, su una macchina di rappresentanza da 50mila euro, il risparmio può arrivare a 30mila euro, a fronte di soli 5mila del metodo classico». Un approccio che, afferma, «si sposa perfettamente con il modo di lavorare di Businesscar. Ci piace lavorare con il passaparola, affidandoci alla soddisfazione delle aziende che sperimentano direttamente i vantaggi di questa soluzione».

IL NUOVO PROGETTO

Per il futuro, l’azienda sta puntando su un nuovo progetto: «Sono editore da decenni della rivista IsoMotori, impegnata nella divulgazione della sicurezza sui veicoli». Partendo dall’esperienza maturata e dalla possibilità di realizzare pagine pubblicitarie per i propri clienti, l’idea iniziale si è evoluta in una soluzione alternativa: non più semplici sconti, ma un’ulteriore operazione capace di creare valore concreto. «Invece di applicare riduzioni tradizionali – spiega – diamo la possibilità di investire in pubblicità in cambio di un veicolo a prezzo simbolico, brandizzato con i loghi aziendali. Per noi è un modo di uscire dagli schemi costruito su un meccanismo deducibile che restituisce valore attraverso un servizio gratuito». Da questa visione nasce un nuovo servizio, battezzato “Formula 200%”, ovvero «una proposta innovativa che, secondo i dati illustrati, consente di recuperare mediamente il 198%dell’investimento unendo editoria, comunicazione e mobilità».


da: La Repubblica, 08/04/26


https://www.businesscar.it/