
L’introduzione del Full Self Driving di Tesla in Europa è partita la scorsa primavera dall’Olanda, dopo aver ottenuto l’omologazione dall’ente RDW e punta, da questo primo passaggio, a guadagnare altre autorizzazioni in singoli Paesi, in attesa che arrivi una pronuncia a maggioranza qualifica dei rappresentanti degli Stati membri della UE affinché il FSD diventi un sistema utilizzabile in tutti i Paesi.
Fin qui la cronaca dell’arrivo della guida assistita avanzata, senza mani sul volante, anche in ambito urbano, ma con l’obbligo per il guidatore di monitorare sempre ciò che avviene intorno all’auto.
I numeri fuorvianti dichiarati da Tesla
Sulla base di un’indagine condotta dall’agenzia Reuters, partita dai dati dichiarati da Tesla negli USA per sostenere la maggiore sicurezza della guida con il FSD nell’evitare incidenti rispetto a uno scenario di guida umana. Dati sui quali si addensano ombre in merito all’affidabilità delle statistiche presentate. Ad esempio, che il Full Self Driving permetta di viaggiare 10 volte più sicuri rispetto a una guida a controllo umano, oppure, che il sistema sia in grado di percorrere 7 volte più strada rispetto all’intervallo in cui si verificano due incidenti negli Stati Uniti. In aggiunta, che abbia il potenziale per salvare 32.000 vite ed evitare 1,9 milioni di feriti. Statistiche usate per la comunicazione legata al sistema.
Numeri fuorvianti secondo l’analisi dei dati condotta dall’agenzia di stampa, con dei ricercatori raggiunti dalla Reuters che hanno confermato come “i dati siano estremamente fuorvianti perché si basano sul presupposto irrealistico che ogni veicolo statunitense, compresi i camion per il trasporto merci e le motociclette soggette a incidenti, verrebbero sostituiti da un’auto Tesla dotata di FSD – e che ogni auto Tesla sia, di fatto, almeno sette volte più sicura di quella che sostituisce”.
Il ruolo del controllore
Numeri e riscontri che Tesla “pubblicizza” ed è noto come i dati, i numeri possano essere interpretati e letti da più angolazioni. Quel che conta ai fini della sicurezza è il lavoro degli organi di controllo, un operato che sia indipendente e di verifica in prima persona del potenziale di un sistema di sicurezza. È l’iter che l’ente olandese RDW, autorità per la sicurezza, sostenibilità e certezza legale nel campo della mobilità, assicura viene sempre compiuto e, in merito ai riscontri dell’agenzia Reuters sul Tesla FSD, ha chiarito che il processo di verifica e autorizzazione “non fa affidamento sulle dichiarazioni di marketing o statistiche esterne e vengano compiuti test, analisi e verifiche” in prima persona su strada e in pista prima di concedere le necessarie autorizzazioni. Non sono stati rivelati, nel caso specifico di Tesla FSD, quali dati siano stati raccolti o le misurazioni effettuate.
Non resta che riporre la massima fiducia negli enti certificatori e nell’indipendenza del certificatore, al di là dei claim pubblicitari sull’efficacia assoluta del Full Self Driving del costruttore statunitense, che restano tuttavia nella percezione dell’automobilista. Tesla in Europa nel primo semestre dell’anno ha prodotto un buon recupero di competitività sui volumi di vendita e ha puntato forte sull’espansione del sistema FSD nei prossimi mesi in altri Paesi della UE per competere, su un altro fronte, con i costruttori cinesi.
Full Self Driving che, offerto quale optional o in abbonamento, diventa un importante tassello di monetizzazione dai servizi abbinati all’auto.
6/26, auto.it
