Touchscreen in auto, il grande ripensamento: perchè stanno tornando tasti fisici e rotelline

I costruttori stanno reintroducendo i tasti fisici negli abitacoli dopo anni di dominio dei touchscreen. Dal 2026 Euro NCAP richiede controlli fisici per le funzioni critiche


Per quasi un decennio, l’industria automobilistica ha inseguito un’idea di purezza visiva che veniva direttamente da Cupertino. Meno tasti, più schermo. Superfici pulite, funzioni sepolte nei menu, l’abitacolo trasformato in un tablet su quattro ruote. Tesla aveva aperto la strada nel 2012 con il suo monitor da 17 pollici al centro della Model S, e in pochi anni quasi tutti avevano seguito, convinti che il futuro dell’interfaccia automobilistica fosse lì, in quella lastra di vetro retroilluminato.

Matthew Avery, direttore dello sviluppo strategico di Euro NCAP, ha sintetizzato il problema con precisione: il ricorso eccessivo ai touchscreen è un problema di tutto il settore, con quasi ogni costruttore che ha spostato le funzioni principali sugli schermi centrali, obbligando i conducenti a distogliere lo sguardo dalla strada.


Volkswagen AG


Volkswagen è stata tra i costruttori più esposti a questa critica, con la Golf Mk8 e i primi modelli ID finiti nel mirino di recensori e proprietari per i controlli touch del clima e i tasti aptici sul volante. Thomas Schäfer, CEO del gruppo, ha riconosciuto pubblicamente l’errore: “Prima pensavamo a lunghe liste di funzionalità. Ora pensiamo alle persone. Di chi è l’auto? Chi la guida?“

Il team di design, guidato da Andreas Mindt, lavora ora su tre principi: stabilità, gradevolezza e quella che lo stesso Mindt chiama la “secret sauce“, ovvero quell’ingrediente segreto che porta ad una sensazione di familiarità immediata. Volkswagen usa telecamere all’interno delle auto per studiare dove i conducenti guardano e quali comandi usano davvero. I tasti fisici e le maniglie delle porte sono diventati, nelle parole del CEO, “non negoziabili“.

Il chief designer Mindt lo ha confermato nel comunicato stampa di presentazione della ID. Polo: “Tasti fisici chiari trasmettono stabilità e fiducia.” A partire da quel modello, tutti i futuri Volkswagen avranno tasti fisici per le funzioni principali: volume, riscaldamento su entrambi i lati, ventilazione e luci di emergenza.


La questione è cognitiva prima che estetica. Un tasto fisico si localizza al tatto. Un touchscreen richiede di guardare, mirare e confermare. Anche con icone grandi, l’interazione richiede più attenzione. Quando lo schermo aggiunge livelli, la distrazione si moltiplica. Regolare il riscaldamento mentre si percorre un’autostrada innevata dovrebbe richiedere un gesto solo, al tatto, con gli occhi sulla strada.

I regolatori europei hanno trasformato questa evidenza in norma. I protocolli Euro NCAP 2026 introducono nuove valutazioni sull’interfaccia uomo-macchina, con credito assegnato alla disponibilità di tasti fisici per le funzioni di uso comune. Funzioni come frecce, luci di emergenza, tergicristalli, clacson e sistemi di emergenza devono avere controlli fisici perché un’auto possa ottenere il massimo della valutazione di sicurezza. È una pressione che sta ridisegnando le priorità di sviluppo degli interni in tutta Europa.

Ma sarebbe un errore leggere questo come un semplice ritorno al passato. La questione più interessante non riguarda il numero di tasti, riguarda dove si trovano le informazioni. E la risposta più convincente sta sul parabrezza.


Porsche


Porsche ha introdotto sulla Macan elettrica un sistema AR-HUD opzionale che proietta frecce di navigazione e avvisi dai sistemi di assistenza direttamente sul parabrezza. L’immagine appare al conducente a una distanza effettiva di 10 metri e corrisponde alle dimensioni di un display da 87 pollici. Le informazioni restano nel campo visivo del conducente, integrate nella scena reale. Istruzioni di navigazione che appaiono sulla corsia giusta, segnali di pericolo che sembrano galleggiare sull’asfalto.

Hyundai Mobis, in collaborazione con Zeiss, ha presentato al CES il primo display olografico a pieno parabrezza al mondo. La tecnologia trasforma l’intero parabrezza anteriore in uno schermo trasparente attraverso un film olografico sviluppato da Zeiss. La pre-produzione è stata completata nella prima metà del 2024, con l’obiettivo di lanciare il prodotto entro il 2027.


Hyundai Mobis


La logica che emerge è più sottile di quanto la contrapposizione tasti-contro-schermi lasci intendere. I costruttori più attenti stanno convergendo verso una distinzione precisa: controlli fisici per le funzioni che si usano in movimento, quelle che richiedono risposta immediata con gli occhi sulla strada. Schermi per le funzioni che si configurano da fermi. Il parabrezza per tutto ciò che deve accompagnare la guida restando nel campo visivo del conducente.

Tornare ai vecchi modi è complicato anche per ragioni economiche: i costi di sviluppo degli schermi sono crollati nel tempo, e per alcuni costruttori è risultato più semplice ed economico aggiungere uno schermo invece di progettare una fila di interruttori. Ma il pendolo si sta spostando, e stavolta non per nostalgia. Per sicurezza, per usabilità, per una comprensione più matura di cosa significa progettare un abitacolo per chi deve guidare.

L’abitacolo del futuro avrà più tasti di quello di oggi. E un parabrezza che sa parlare.



3/26, Esquire (G.Pezzi)
https://www.esquire.com/it/lifestyle/auto-e-motori/a70848553/touchscreen-tasti-fisici-sicurezza-euro-ncap-2026/