Richiesta una quota minima di produzione “made in Europe”, con l’obiettivo di salvaguardare il nostro mercato. E sulle auto elettriche…

Finalmente ci siamo. Dopo diversi rinvii la Commissione europea ha presentato l’Industrial Accelerator Act, il piano che vuole proteggere il “made in Europe” e rilanciare la produzione nel Vecchio Continente. Tra gli obiettivi numero uno c’è senza dubbio la decarbonizzazione, da perseguire nei prossimi anni.
Il regolamento, che si applica a settori industriali come quelli di alluminio, cemento, acciai, avrà un impatto deciso anche sul mondo dell’automotive. Il punto cardine riguarda la clausola “Buy European”, introdotta affinché gli investimenti pubblici e privati sostengano almeno in parte la nostra produzione.
Le percentuali della produzione in Ue
Sarà richiesta una quota minima di produzione “made in Europe”: senza di essa non si potrà accedere ai fondi pubblici tramite appalti e incentivi. D’altronde il mercato europeo sta pagando a caro prezzo l’espansione cinese e ha bisogno di un sostegno importante per continuare a essere protagonista.
A partire dal gennaio 2029 bisognerà rispettare degli standard precisi nel settore dell’automotive: 20% di acciaio a basse emissioni di carbonio realizzato in Ue e 25% di alluminio a basse emissioni prodotto in Ue. Per il cemento, invece, la soglia dovrebbe abbassarsi al 5%.
I paletti per i veicoli elettrici
Le vetture a batteria dovranno essere interamente assemblate in Europa, includere almeno tre componenti della batteria prodotti in Ue e avere almeno il 70% di componenti non legati alla batteria fabbricati nei 27 Stati membri. Un passo in avanti per preservare il nostro mercato e cercare di farlo crescere.
3/26, auto.it
