La Volkswagen ID. Polo unisce agilità, prestazioni e comfort. Tanto lo spazio e ben pensati i comandi; ok anche le finiture, ma la seduta è un po’ alta e, visto il prezzo, qualche accessorio in più ci sarebbe dovuto essere


La ID. Polo è un’utilitaria elettrica tutta nuova, che vanta un ottimo sfruttamento degli ingombri. Più corta di due centimetri rispetto alla Polo a benzina (che rimane in vendita), ha infatti un abitacolo arioso quasi come nella più grande Golf. E il bagagliaio è addirittura più capiente: 441 litri contro 381. Una simile capacità si raggiunge anche grazie al grande doppiofondo a pozzetto (questo modello non è imparentato con le altre elettriche della casa: il motore e la trazione sono anteriori anziché posteriori).
La linea è elegante nella sua estrema semplicità, ha proporzioni classiche e le maniglie posteriori (non così pratiche) integrate nella cornice del finestrino. Dentro, la ID. Polo non fa troppo uso di comandi a sfioramento; i tasti su volante e pannelli porta e quelli del “clima” automatico sotto il display sono grandi e intuitivi. Bene anche le finiture, con ampi e spessi rivestimenti in stoffa imbottita su porte, tunnel e plancia. Dietro, però, mancano le maniglie nel soffitto.
Come 50 anni fa

Se gli interni sono convenzionali ma moderni, gli schermi possono avere un tocco vintage: la modalità “retro” permette di avere nel cruscotto di 10,3” la stessa grafica di quello della Golf del ‘74 (con l’indicatore di potenza al posto del contagiri) e, nel display centrale di 12,9”, una vecchia autoradio con mangianastri “virtuale” per l’audio e una grafica “d’epoca” per il Gps.
In alternativa, per entrambi gli schermi c’è uno stile semplice e moderno, con strumenti ben leggibili e, per il cruscotto, anche la mappa del navigatore. Originale e utile è poi l’animazione delle luci ambiente che, in prossimità delle svolte, suggerisce da che parte girare.
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9/26, alVolante
